Yahoo! Italia condannata per link a siti pirata

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Una sentenza del Tribunale di Roma stabilisce la “responsabilità per contributory infringement”. Il giudice vuole imporre ai motori di ricerca la collaborazione contro la pirateria online

Una sentenza italiana, definita unica al mondo, condanna il motore di ricerca Yahoo! a causa di link a siti pirata. I link in questione sarebbero 10 milioni e 300 mila, secondo OpenGate Italia. La nona Sezione del Tribunale di Roma attribuisce oggi a Yahoo!, ma un domani forse anche a Google e YouTube, la responsibilità di collaborazione (o mancata lotta) alla pirateria online. Per aver ignorato la lettera di diffida inviata dai legittimi detentori del copyright del film iraniano About Elly, Yahoo! Italia si è resa “complice” nella diffusione dei link pirata. Ma ciò appare in contrasto con la direttiva europea sulla non responsabilità dei motori di ricerca.

Si ritiene “che il motore di ricerca non possa rispondere dell’illiceità delle pagine web indicizzate poiché a fronte dell’automaticità di reperimento delle informazioni rimarrà necessariamente estraneo all’attività illecita posta in essere da terzi. Tutto ciò trova conferma alla luce del recente decreto legislativo n. 70 del 2003 attuativo della direttiva comunitaria n. 31 del 2000“. Invece la sentenza vuole imporre ai motori di ricerca la collaborazione contro la pirateria web.

Yahoo! è stata condannato per non aver adoperato tutti i mezzi per contrastare la pirateria online. Il giudice di Roma inibisce a Yahoo! Italia “la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico della PFA Films s.r.l. sul film About Elly mediante il collegamento a mezzo dell’omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera diversi dal sito ufficiale del film“.

La sentenza afferma che se anche un motore di ricerca non esercita un controllo preventivo, dopo essere venuto a conoscenza di un illecito, non non può più godere degli esoneri da responsabilità della direttiva europea sulla società dell’informazione. La direttiva europea, in poche parole, viene “sospesa” per il motore di ricerca e non fa più da ombrello al search engine in materia di violazione del copyright. Yahoo! è imputabile a causa dei link ai siti pirata, di P2p o streaming. La “responsabilità per contributory infringement” è dunque il nuovo capo di imputazione per i motori di ricerca che non rimuovono con solerzia i link incriminati. Come se Yahoo!, invece di essere un motore di ricerca con un algoritmo che scandaglia link in automoatico, fosse un hosting provider che sceglie i link con una redazione. Quando non viene rispettata una direttiva europea e si scrive in una sentenza un'”interpretazione senza precedenti nel mondo“, continuiamo a chiederci se l’Italia voglia essere o no un paese per Internet. Queste sentenze non aiutano. La legittima tutela del diritto d’autore non deve andare a discapito delle direttive europee.

Yahoo! Italia condannata per pirateria
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Autore: ITespresso
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