Yahoo! delude i dissidenti cinesi

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Sotto le critiche del Congresso americano per le censure, il portale inciampa in un nuovo caso

Entrambi i partiti del Congresso hanno criticato Yahoo!, riguardo all’accusa della presunta complicità nell’arresto di due dissidenti politici in Cina. Fare la spia per governi stranieri, si va a sommare ai recenti casi sulle policy di censura. I parlamentari della commissione del Congresso Usa, che interrogheranno rappresentati di Yahoo, Gooogle, Microsoft e Cisco Systems proprio sul delicato tema della censura tecnologica, sono rimasti fortemente contrariati dall’ultimo caso dell’aiuto hi-tech che proprio Yahoo! avrebbe fornito per arrestare dissidenti cinesi. Le accuse sono state riferite da Reporters sans frontiers. Già lo scorso settembre Yahoo era finita nel mirino delle organizzazioni umanitarie per aver aiutato le autorità cinesi ad identificare un cinese accusato di violazione di segreti di stato. Dopo il Wsis di Tunisi, dove Reporters sans frontiers aveva denunciato casi di grave censura e tortura di blogger dissidenti in Tunisia, è tornata alla ribalta la questione dei diritti umani sul Web. In ogni angolo del mondo, Cina in prima fila.

Autore: ITespresso
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