Yahoo e lo spamming

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Yahoo ha condotto la prima ricerca mondiale sulla cultura della posta elettronica. L’atteggiamento della diverse nazioni di fronte allo spamming.

Siamo tutti d’accordo: siamo preoccupati per i virus e odiamo lo spamming. Ma per il resto, italiani, americani o giapponesi, come molti abitanti di altre nazioni, hanno atteggiamenti diversi nei confronti della posta elettronica. E’ quanto emerge da una ricerca, seria e divertente, condotta da Yahoo lo scorso maggio, che ha visto la partecipazione di quasi 37mila persone sparse in diversi paesi: Argentina, Australia, Gran Bretagna, Brasile, Francia, Germania, Hong Kong, Italia, Giappone, Spagna, Stati Uniti. L’indagine, per Yahoo, rappresenta un importante momento per capire meglio cosa si aspettano i clienti e quali sono le loro esigenze. Tra i punti di maggior rilevanza, la conferma che lo spam stressa le persone. Almeno quanto una seduta da un dentista per gli americani, per esempio, o gli inglesi. Ma non lo è quanto cambiare casa. Per noi italiani, lo spam è stressante, ma non quanto un primo appuntamento. Siamo o non siamo romantici? Tra i più attivi contro lo spam, ci sono gli americani: almeno il 70% cancella i messaggi indesiderati e quasi il 60% dispone di filtri antispam. Nel mondo comunque tutti adottano diverse tecniche per combatterlo, seppure differenti spesso tra paese e paese. Gli australiani cancellano i messaggi, oppure utilizzano diversi indirizzi o filtri; giapponesi, tedeschi, cinesi, e come abbiamo visto gli americani, preferiscono cancellare la posta spazzatura. Gli argentini sono ostili agli acquisiti online, che leggono come veicolo per lo spamming. Dalla ricerca emerge comunque una buona conoscenza del problema, tanto che complessivamente il 70% degli intervistati sostiene di usare antivirus sul proprio computer. Ma c’è anche molta fiducia nei confronti dei sistemi adottati dal proprio fornitore e-mail, per il controllo dei messaggi e degli allegati prima di aprirli.

Autore: ITespresso
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