Yahoo! era nel mirino di quattro hacker russi

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Yahoo! era nel mirino di quattro hacker russi

Il grave attacco informatico ha causato la rinegoziazione dell’accordo con Verizon, che alla fine ha acquistato gli asset online di Yahoo! con uno sconto di centinaia di milioni di dollari. Ecco le accuse degli USA a quattro fra spie russe e cyber-criminali

Il Dipartimento di Giustizia USA ha incriminato due spie e due hacker, accusati di essere i responsabili della violazione dei dati ai danni di Yahoo!, il trafugamento datato 2014. Le accuse spaziano dalla pirateria informatica alla frode, dal furto di segreti commerciali fino allo spionaggio economico. I quattro accusati sono: Dmitry Aleksandrovich Dokuchaev, 33 anni, agente dell’FSB; Igor Anatolyevich Sushchin, 43 anni, agente dell’FSB (livello superiore); Alexsey Alexseyevich Belan, 29 anni, cyber-criminale russo, noto come “Magg”; Karim Baratov, 22 anni, canadese e kazako.

Yahoo! era nel mirino di quattro hacker russi
Yahoo! era nel mirino di quattro hacker russi

In poche parole, il governo Usa accusa due agenti dei servizi russi di aver assoldato due cyber-criminali per attaccare Yahoo!, compromettendo mezzo miliardo di account. L’Fsb – l’agenzia di intelligence, erede del Kgb ai tempi dell’Urss – è stata già additata di interferenza nelle elezioni presidenziali americane dall’amministrazione Obama, alla fine dello scorso dicembre, prima dell’insediamento del nuovo presidente USA Trump. Ma l’indagine sulla violazione di Yahoo non ha legami con quella contro il Comitato nazionale democratico.

Si tratta ormai di una spy-story complicata, dove nello sfondo s’intravedono le sempre meno distese relazioni digitali fra Stati Uniti e Russia.

Scendendo nei particolari, due agenti dell’FSB sono accusati dagli USA di aver guidato due noti cyber-criminali nella violazione di migliaia di account di Yahoo!. Obiettivo: accedere alle informazioni e alle email di giornalisti russi, funzionari governativi russi e americani, dei manager di varie società di investimenti, di un’azienda di trasporti francese, di fondi di private equity americani, dipendenti di una famosa azienda russa di sicurezza IT, di un servizio svizzero di Bitcoin e di una compagnia di volo statunitense.

I due cyber-criminali coinvolti nell’affaire Yahoo! avrebbero ottenuto in cambio: protezione (compresa una richiesta di estradizione che già pendeva su uno dei due) e l’opportunità di sfruttare i dati ottenuti dal trafugamento dati – informazioni finanziarie, carte di credito e i contatti di 30 milioni di account – per lanciare una campagna di spam. Di fatto, le informazioni sono state sfruttate per violare le email di altri servizi: almeno 50 account di Google, che ha collaborato alle indagini, ma anche i servizi inglesi dell’MI5, secondo il Financial Times).

Il grave attacco informatico ha causato la rinegoziazione dell’accordo con Verizon, che alla fine ha acquistato gli asset online di Yahoo! per 4,5 miliardi di dollari, con uno “sconto” di 350 milioni.

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