Yahoo! sfodera l’open source contro Microsoft

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Dopo che Microsoft ha affermato di aspettare il prossimo Cda, il Ceo di Yahoo! ha deciso di giocare tutte le sue carte contro la Proxy fight di Carl Icahn

L’apertura del credito da parte di Microsoft al finanziere miliardario Carl Icahn , non poteva passare inosservata. Ormai è evidente che la telenovela dell’acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft ricomincerà il prossimo primo agosto, quando la battaglia deleghe (Proxy fight) potrebbe cambiare il board di Yahoo!, a partire dal Ceo. La poltrona di Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo!, letteralmente scotta: il Ceo del motore di ricerca, ormai assediato da una manovra a tenaglia da Carl Icahn e da Microsoft, è passato al contrattacco, accusando Microsoft di voler destabilizzare Yahoo!, senza una reale offerta di acquisto. Yahoo! sfida Steve Ballmer a mettere sul piatto una offerta, subito, senza perdere tempo in preamboli (anche se il numero uno di Microsoft ha detto che vuole aspettare il nuovo Cda per riaprire le trattative). Nelle ultime ore convulse, sono stati avvistati Larry Page, co-fondatore di Google, con la Presidente di Yahoo!, Susan Decker, l’ex Ceo di Yahoo! Terry Semel e l’investitore Bill Miller di Legg Mason (che vuole vendere a Microsoft a 33 dollari per azione): non si sa cosa si siano detti, ma qualcosa bolle in pentola .

Yahoo! ha deciso di giocare la carta open source, lanciando Yahoo! Boss , il motore di ricerca personale e aperto agli sviluppator i, nato dall’ Open strategy svelata a gennaio. Ma gli sviluppatori si chiedono: cosa ne sarà dell’ iniziativa del motore fai-da-te se Microsoft acquisirà, alla fine, Yahoo? Tutto ruota intorno a questo dilemma e Yahoo! Boss ha l’aria di essere una tattica difensiva contro l’assalto di Carl Icahn e di Microsoft. Sviluppare il proprio motore gestendo a proprio piacere interrogazioni (query), indexing, ranking e traffico Web, è un importantissimo progetto, di grande rilevanza, ma cade nel mezzo di un guado all’insegna dell’incertezza.

Mentre il mondo consumer si lascia sedurre e distrarre dal debutto dell’iPhone, il mondo degli affari torna a parlare di matrimonio fra Microsoft e Yahoo!, anche se dovrà passare la (burrascosa) assemblea degli azionisti del primo agosto. Il finanziere Carl Icahn appoggia un’acquisizione da 47 miliardi di dollari. E, in una lettera agli azionisti in vista della battaglia delle deleghe (Proxy fight) del primo agosto, spiega che sta frequentemente colloquiando con Steve Ballmer, il numero uno di Microsoft, al fine di trovare una strategia comune, dopo che sarà riuscito a sostituire il board attuale di Yahoo!.

Ma quanto vale Yahoo? Ben Miller di Legg Mason ha ripetuto che non svenderà: quindi, non cederà per meno di 33 dollari per azione. Yahoo!, dopo aver toccato il minimo a 20 dollari, ha ricominciato lentamente a salire, ma è ancora lontana dai 30 dollari per azione. Solo quando una nuova trattativa riprenderà il filo, si saprà quanto vale veramente Yahoo!.

Autore: ITespresso
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