Yahoo! vagliava centinaia di milioni di email per conto di Fbi e Nsa

Autorità e normativeSorveglianza
Yahoo! vagliava centinaia di milioni di email per conto di Fbi e Nsa
1 1 Non ci sono commenti

A poche settimane dalla scoperta della violazione di mezzo miliardo di account, Yahoo! torna alla ribalta per questioni di sicurezza: centinaia milioni di email filtrate e girate ai servizi segreti statunitensi

Yahoo! è di nuovo nella bufera: secondo un’esclusiva Reuters, il portale di Sunnyvale è accusata di aver vagliato e setacciato in segreto centinaia di milioni di email, a caccia di parole chiave per conto di Fbi e Nsa. Edward Snowden, colui che denunciò lo scandalo Nsa (ed ora è ospitato in Russia), ha subito twittato, invitando a chiudere subito i propri account.
A poche settimane dalla scoperta della violazione di mezzo miliardo di account, Yahoo! torna alla ribalta per questioni di sicurezza: ma il sito si è giustificato, spiegando di attenersi alle normative USA sulla cyber sicurezza, affermazione che fa sospettare che lo scandalo delle email “spiate e girate agli 007 statunitensi” potrebbe estendersi a macchia d’olio. Ma atteniamoci ai fatti illustrati dall’agenzia di stampa Reuters.

Yahoo! vagliava centinaia di milioni di email per conto di Fbi e Nsa
Yahoo! vagliava centinaia di milioni di email per conto di Fbi e Nsa

Per ora sulla graticola c’è solo Yahoo!, i cui asset online sono stati appena acquisiti da Verizon, dal momento che l’anno scorso, avrebbe in segreto messo a punto un software ad hoc per filtrare centinaia di milioni di email dei propri utenti, a caccia di parole chiave (frasi o allegati), girandole tutte ai servizi segreti americani. Ma il portale si limita a una laconica risposta: “Yahoo è una compagnia rispettosa della legge e delle degli Stati Uniti“.

Reuters non sa quali dati esattamente siano stati consegnati e se altri provider di posta elettronica siano stati coinvolti. Ma quando il Ceo Marissa Mayer si piegò a mettere in atto la direttiva, si sarebbe scontrata con alcuni dirigenti, provocando le dimissioni, nel giugno del 2015 – proprio mentre passava il Freedom Act, che limitava la cyber sorveglianza -, del capo della sicurezza informatica Alex Stamos, poi passato a Facebook. Dopo il cyber-attacco, una nuova grana per Yahoo!.

Whitepaper – Sei interessato ad approfondire l’argomento? Scarica il whitepaper: Un sistema immunitario attivo contro le minacce avanzate

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore