Yahoo! verso l’asta: ecco chi sono i possibili acquirenti

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Yahoo! vuole chiudere la cessione a giugno
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Il Ceo Marissa Mayer è sotto pressione: cerca compratori per Yahoo!. Ecco chi sono i potenziali acquirenti delle attività Web del portale di Sunnyvale

Verizon, Comcast, AT&T e società finanziarie del calibro di Bain Capital, KKR e TPG sarebbero pronte a sfidarsi i un’asta per acquisire gli asset Web di Yahoo!. Ecco chi sono i possibili acquirenti del core business del portale di Sunnyvale, che il Ceo Marissa Mayer non è riuscito a salvare, nonostante 2 miliardi spesi in una cinquatina di acquisizioni.

Yahoo! verso l'asta: ecco chi sono i possibili acquirenti
Yahoo! verso l’asta: ecco chi sono i possibili acquirenti

Yahoo!, ormai in crisi conclamata, dopo altri 1700 tagli di posti di lavoro, cerca compratori, pur di salvare dal fisco la quota in Alibaba, valutata 26 miliardi di dollari. Il Ceo Marissa Mayer, che ha ridimensionato l’azienda rendendola più piccola del 42% rispetto al 2002, è sotto pressione, nel mirino degli investitori azionisti.

Verizon, il più grande gestore wireless in America, che già a acquisito Aol per 4.4 miliardi di dollari, se acquisisse Yahoo!, aggiungerebbe ad Aol altri 170 milioni di utenti. Il business dei Mavens (Mobile, video, native e piattaforme social) ha un valore stimato intorno a 1.8 miliardi di dollari di fatturato nel 2016. Verizon vuole competere con Google nel mercato advertising, visto che il mercato della pubblicità digitale potrebbe eguagliare quello della pubblicità Tv nel 2019. Inoltre, acquisendo Yahoo! dopo Aol, Verizon si potrebbe espandere in Europa e in altre aree del mondo dove il carrier USA non gode della stessa notorietà e popolarità dei brand della Silicon Valley.

Mayer ritiene che i pilastri di Yahoo! siano tre: la ricerca, la Web mail e Tumblr, la piattaforma di blogging acquisita nel 2013. Il portafoglio è stato semplificato in 4 aree: news, sport, finanza e lifestyle.

Il titolo di Yahoo! ha perso il 10% dall’inizio dell’anno, dopo aver bruciato il 34% nel 2015.

Autore: ITespresso
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