Youtube, Google consegna a Viacom 12 Terabyte di dati personali degli utenti

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Un tribunale ha costretto Google alla resa: Viacom vince contro Youtube e ora ottiene i dati dei pirati. Privacy a rischio? Viacom aveva chiesto un miliardo di dollari di danni

Google per una volta si erge a difesa della privacy. Impugnando il Dmca (Digital millennium copyright act), Google sperava di difendere Youtube dalle accuse di pirateria mosse da parte di Viacom, il proprietario di Paramount e Mtv. Ma tribunale ha dato ragione a Viacom e costretto Google alla resa:

i dati degli utenti (e soprattutto dei pirati) di Youtube saranno consegnati a Viacom, a partire da computer log e identificativi. 12 Terabyte di dat i senza privacy. Secondo EFF, si tratterebbe di una nuova disfatta della privacy, anche perché l’anonimizzazione di questi dati sarebbe difficoltosa: Viacom saprà “cosa tu, utente, stai guardando”.

Viacom aveva citato Youtube per violazione di diritto d’autore (165mila violazioni, esattamente), chiedendo, prima, al popolare sito di video sharing

di rimuovere 100mila video, quindi un miliardo di dollari di risarcimento danni.

Il Giudice Louis Stanton della corte distrettuale Sud di New York ha ordinato a Google di consegnare il database con i nomi dei visitatori di YouTube, per sapere quali video guardassero e gli indirizzi Ip: video guardati, video uplodati, video rimossi e video ancora online, insomma, tutta la storia di Youtube e soprattutto dei suoi utenti, diventa una prova in tribunale.

Secondo il giudice, Viacom ha il diritto di conoscere quante violazioni del Video Privacy Protection Act (1988) ha subìto.

Viacom ha spiegato che non intendeva in realtà ottenere i dati personali e identificativi, ma soltanto ottenere il risarcimento. Google ha chiesto a Viacom di rispettare i dati degli utenti. Ma Viacom non voleva solo il risarcimento: secondo ZdNet, voleva anche il codice sorgente per il suo programma di video ID.

In questi anni, però, Youtube non è stata solo nel mirino di Viacom: ad accusare di pirateria la piattaforma di video condivisione, sono in tanti. Di recente anche la più grande Tv commerciale francese, Tf1, ha chiesto 100 milioni di euro a YouTube. Non è la prima né la seconda volta del resto: all’inizio fu Robert Tur, giornalista indipendente, famoso per la copertura nel 1994 della fuga sulla freeway di O.J. Simpso n, che citò in giudizio il popolare servizio di video-sharing YouTube per violazione dei diritti d’autore.

Poi appunto Viacom chiese al sito di video condivisione la rimozione di cento mila video e il famoso risarcimento di un miliardo di dollari. Quindi venne la volta della Nbc e della serie A di calcio inglese.

In media ogni due minuti viene bandito un video da YouTube: YouTomb, un progetto del Mit, censisce gli esclusi o gli scarti di YouTube.

Autore: ITespresso
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