YouTube, I love you

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Il fenomeno della condivisione dei video amatoriali impazza in Rete. Filmati realizzati in proprio, con cellulari o videocamere, catalizzano l’attenzione di un pubblico in crescita: YouTube ha superato la soglia dei 100 milioni di utenti. A sfidarlo sono scesi in campo Soapbox di Microsoft, Google Video, Yahoo e Aol. Anche con video professionali

In pochi giorni YouTube è passato dalle stalle alle stelle: prima Universal Music, la più grande etichetta musicale a livello mondiale, lo ha accusato di violare il copyright dei video musicali, quindi, a poche ore di distanza, YouTube ha firmato un accordo con Warner Music per inserire i video di star come Madonna sul sito. Ma cos’è YouTube? YouTube è un’azienda che in due soli anni vanta già 100 milioni di utenti che navigano per guardare video caricati sul sito, spesso amatoriali e fatti in casa, filmati realizzati in proprio con cellulari o videocamere. Il successo clamoroso di YouTube è stato anche misurato da Nielsen/NetRatings che, nel mese di agosto, ha contato 34 milioni di visitatori. Un autentico boom di utenti, che dimostra l’interesse per il portale specializzato nel download di clip amatoriali e nel desiderio comune di partecipazione nei progetti di condivisione video. I clip comici e di breve durata fatti in casa dagli utenti iscritti sono stati alla base della crescita esponenziale di YouTube. I sociologi parlano di ?video virali?, capaci di catalizzare milioni di accessi con il passaparola. E nel frattempo le big Internet company non stanno guardare e scendono in campo: Soapbox di Microsoft, in beta, è l’ultimo arrivato nel mercato dei video, accanto a Yahoo con Current Tv, a Google Video, Aol, Ourmedia.com, DailyMotion.com eccetera. Il fenomeno YouTube, celebre per i tormentoni, non è passato neanche inosservato agli occhi della Casa Bianca: il governo federale statunitense ha deciso che sottoporrà alla videocondivisione del popolare portale, una nuova campagna antidroga, rivolta ai giovani e che utilizza i loro stessi linguaggi e canali di comunicazione sociale. Pew Internet & American Life Project applaude al progetto sperimentale, ma, conoscendo l’audience di YouTube, teme l’effetto detournement: su YouTube i giovani, oggetto della campagna governativa, non si limiteranno a guardare gli spot, ma invieranno presto parodie degli stessi. Perché YouTube è come la Rete: bidirezionale, partecipativa, virale, mai passiva e un po’ irriverente. Come la comunicazione dal basso che spopola su Internet e che è un volano per l’advertising online.

Autore: ITespresso
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