AgCom, ecco come l’Italia consuma informazione

Autorità e normative

Secondo il Report di AgCom la TV occupa ancora il primo posto ma il consumo di informazione da parte dei cittadini su Internet cresce a un’altra velocità. Sono più frequentati gli aggregatori di notizie rispetto alle testate che le producono

AgCom ha pubblicato il Rapporto sul consumo di informazione curato sulla base dell’indagine condotta da Gfk Italia per l’Autorità.
Il documento vuole fotografare le tendenze relative al consumo di informazione da parte dei cittadini, con particolare attenzione alle piattaforme online, e all’utilizzo dei medi come fonte di informazione per le scelte politico-elettorali. Nel Rapporto viene quindi analizzato il percorso che conduce i cittadini ad acquisire le notizie e i moderni modelli di accesso al consumo. 

AgCom – Uso dei media per informarsi

Lo studio ha quindi analizzato le diverse fasi del percorso formativo, evidenziando come primo dato che il 97 percento della popolazione accede ad almeno un media nel giorno medio, ma ha anche studiato quali siano i fattori in grado di influire significativamente sui modelli di accesso e consumo dell’informazione, ovvero i motivi di esclusione o marginalizzazione nelle varie
fasi del processo informativo.

Si evidenzia nel Rapporto come gli italiani siano già una popolazione cross-mediale, per oltre il 75 percento pronta ad attingere a fonti da mezzi eterogenei, ma allo stesso tempo anche come la televisione sia il mezzo con maggiore valenza informativa, sia per frequenza di accesso, sia per affidabilità percepita. 

Allo stesso tempo Internet è in continua ascesa con il 70 percento della popolazione che ricorre al Web per reperire notizie, con oltre il 25 percento della popolazione che lo reputa la fonte principale per informarsi. Interessante, quando la fonte è Internet, il rilievo del Report sulle fonti.

AgCom – Le fonti di informazione

Gli italiani infatti sfruttano le prestazioni algoritmiche dei diversi servizi, quindi le fonti, più che le singole testate sono proprio i social, i motori di ricerca, gli aggregatori di notizie e i portali, utilizzate dal 55 percento della popolazione. Invece le fonti editoriali sono utilizzate da appena il 39 percento degli individui. 

Da un lato l’attendibilità delle fonti online resta inferiore rispetto all’affidabilità di quelle tradizionali, ma lo scenario proprio per questo evidenzia luci ed ombre secondo AgCom riconducibili alla varietà e quantità delle fonti online, da un lato, e alla scarsa riconoscibilità dell’informazione in rete come anche alla tendenza degli utenti del mezzo alla polarizzazione ideologica dall’altro.

AgCom – Il confronto tra le fonti algoritmiche e quelle editoriali

Il Report che, lo ricordiamo, si focalizza sull’analisi delle fonti di informazione per le scelte politico-elettorali, mostra anche come gli individui più schierati dal punto di vista ideologico (polarizzati) ricorrano al Web per informarsi, secondo dinamiche che portano alla formazione delle cosiddette echo chamber, ossia individui che discutono solo all’interno di una cerchia di persone vicine ideologicamente, ricalcando e acuendo le problematiche di esposizione selettiva e della cosiddetta distorsione confermativa.

Ancora più rilevante il dato secondo cui mentre è vero che le TV nazionali siano utilizzate come fonte (a scopo di informazione politico-elettorale) da oltre la metà dei cittadini, esse siano ritenute affidabili dal 37, 4 percento di questi, con il 22 percento invece che le ritiene inaffidabili, dal punto di vista puramente numerico è la stessa percentuale che attribuisce alta affidabilità ai Social Network che, tra l’altro, vantano un rapporto di affidabilità, rispetto alla percentuale del loro utilizzo come fonte, rapportabile a quello dei quotidiani nazionali (circa 1 a 3). L’ultima slide che alleghiamo documenta il dato. 

AgCom – Utilizzo delle fonti e loro attendibilità

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