AgCom, il divieto di diffusione dei sondaggi elettorali vale per tutti!

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Nei quindici giorni che precedono il voto è vietato diffondere i risultati di sondaggi elettorali e sugli orientamenti politici. AgCom richiama l’attenzione sulla norma a tutti i mezzi di informazione di qualsiasi tipo ovviamente anche online. Alcune testate avrebbero già violato il divieto

Spettano all’Autorità le funzioni di vigilanza e di regolazione in materia di diffusione di sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa, lo dice la legge n. 249 del 31 luglio 1997 e a questa si aggiunge  l’articolo 8, comma 1, della legge n. 28 del 2000 che interviene con norme ancora più rigorose
sui sondaggi politico elettorali, vietando di “rendere pubblici o comunque diffondere i
risultati di sondaggi demoscopici sull’esito del voto e sugli orientamenti politici e di voto
degli elettori nei 15 giorni che precedono il voto”. 

Si tratta di un divieto ampio e senza esclusioni, non ci sono infatti deroghe per specifiche piattaforme trasmissive o specifici mezzi di diffusione. Agcom, ha già chiarito in più occasioni come la ratio del divieto sia di evitare che la diffusione di sondaggi, unitamente alla pervasività del mezzo di diffusione, possa condizionare in maniera decisiva l’elettorato nei giorni più prossimi alla data delle votazioni.

Agcom ha già contestato la violazione del divieto ad alcune testate giornalistiche

AgCom, in occasione della riunione del suo Consiglio del 20 febbraio intende richiamare ancora l’attenzione sulla portata generale del divieto che, peraltro, secondo quanto previsto dal regolamento attuativo della par condicio di cui alla delibera n. 1/18/Cons., investe anche le manifestazioni di opinione che, per le modalità di realizzazione e diffusione, possono comunque influenzare informazioni rilevanti ai fini della scelta libera e consapevole degli elettori.

Un richiamo necessario, considerato lo scenario. Infatti a seguito dell’azione di vigilanza dell’Autorità, sono state già notificate a diverse testate giornalistiche le contestazioni di violazione del divieto in ragione della diffusione dei sondaggi nei giorni successivi all’inizio del periodo di black
out previsto dalle norme citate.

Tra i tentativi per aggirare le norme rientrano tra l’altro i tentativi che fanno riferimento a gare o altre competizioni di fantasia, in contesti informativi, spesso ripresi poi da quotidiani e notiziari radiotelevisivi, dai quali non è nemmeno possibile verificare l’attendibilità statistica del dato parzialmente o integralmente riportato.

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