AI e machine learning, Apple riorganizza i team sotto John Giannandrea

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Apple ha formato un nuovo team per  AI (Intelligenza Artificiale) e ML (Machine Learning) sotto la supervisione di John Giannandrea, ex Googler

Apple sta riorganizzando i team che si occupano di intelligenza artificiale e machine learning in un’unica divisione guidata da John Giannandrea, un ex dirigente di Google.

Siri e Core ML raggruppati

John Giannandrea ha effettivamente lasciato Alphabet lo scorso aprile, dopo aver lavorato per 8 anni in Google, spiega Apple in un contributo sul blog.

L’ex responsabile della ricerca e dell’intelligenza artificiale di Google è ora a capo della divisione di apprendimento automatizzato di Apple, che comprende il suo team Siri e il team Core ML.

John Giannandrea, Chief of Machine Learning and AI Strategy – Da Google ad Apple per Ai e Machine Learning. Sua la responsabilità dei team

Core ML è costituito da un framework la cui particolarità è quella di consentire agli sviluppatori di applicazioni iOS, watchOS, macOS e tvOS di integrare modelli di apprendimento automatico nelle applicazioni.

Core ML, presentato alla Conferenza degli Sviluppatori WWDC 2017, si basa su tre framework: GameplayKit, Foundation e Vision.

Creare più collegamenti

Le strutture interne dei team Siri e Core ML non cambieranno, ma risponderanno ora a John Giannandrea.

Sebbene condividano molti obiettivi comuni, i team responsabili del Siri e del Machine Learning si sono evoluti separatamente all’interno dell’azienda di Cupertino.

Apple Core ML
Apple Core ML

La nuova struttura dovrebbe consentire di creare maggiori legami tra queste due entità e di mettere in comune determinati sforzi.

Recupero del ritardo

Per il gruppo guidato da Tim Cook, si tratta di recuperare terreno nelle aree dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, due aree chiave in cui gruppi come Facebook, Google, Amazon e Microsoft sono in pole position.

Servizi come Foto e Mappe soffrono quindi un gap marcato con le alternative di Google che sono Google Photos e Google Maps, prodotti questi che sfruttano appieno il potenziale di AI e che sono spesso preferiti a quelli di Apple proprio e anche dagli utenti Apple. Apple è rimasta indietro anche nell’area del boom degli altoparlanti collegati, in grado di sfruttare il supporto di un assistente vocale.

L’ altoparlante HomePod è arrivato sul mercato molto tempo dopo le alternative di Google e Amazon, che dominano questo mercato. Questo è dovuto anche a Siri che non è efficiente come Google Assistant o Alexa (Amazon). Ma anche, alla mancanza di apertura dell’ecosistema che ruota intorno al HomePod.

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