Amazon e i presunti privilegi a venditori terzi. Indaga l’Antitrust

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L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio per accertare che Amazon non abbia effettuato favoritismi verso venditori terzi, che avessero aderito alla piattaforma di logistica Amazon.com, a discapito di coloro i quali avessero aderito ad altra piattaforma

In gergo tecnico si parla di ‘avvio di un procedimento istruttorio’ verso Amazon per accertare un presunto abuso di posizione dominante. Nella sostanza, l’Antitrust ha il sospetto che Amazon, e in particolare cinque aziende del gruppo: Amazon Services Europe S.à r.l., Amazon Europe Core S.à r.l., Amazon EU S.à r.l., Amazon Italia Services S.r.l. e Amazon Italia Logistica S.r.l., possano aver violato l’art. 102 del TFUE, conferendo unicamente a venditori terzi, che avessero aderito al servizio di logistica offerto da Amazon stessa (“Logistica di Amazon” o “Fulfillment by Amazon”), vantaggi in termini di visibilità della propria offerta e di miglioramento delle proprie vendite su Amazon.com, rispetto ai venditori che non sono clienti di Logistica di Amazon.

Insomma, se fosse accertato tutto, una bella ‘gatta da pelare’ in casa Amazon, anche se, facendo mente locale, non si possono dimenticare alcune battaglie in tal senso condotte da Davide Rossi, direttore generale Aires, che dal canto suo lamentò, spesso comportamenti anomali. Da una prima lettura del provvedimento, sembrerebbe che queste condotte potrebbero non essere proprie di un confronto competitivo basato sui meriti, quanto piuttosto sulla possibilità di Amazon di discriminare sulla base dell’adesione o meno da parte dei venditori al servizio di logistica FBA (self-preferencing).

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Attraverso queste condotte, Amazon sarebbe in grado di sfruttare, indebitamente, la propria posizione dominante nel mercato dei servizi d’intermediazione sulle piattaforme per il commercio elettronico al fine di restringere significativamente la concorrenza nel mercato dei servizi di gestione del magazzino e di spedizione degli ordini per operatori di e-commerce (mercato dei servizi di logistica), nonché potenzialmente nel mercato dei servizi d’intermediazione sui marketplace, a danno dei consumatori finali.

E, su questo fronte, Rossi ebbe proprio voce in capitolo. Intanto, nei giorni scorsi i funzionari dell’Autorità hanno svolto ispezioni nelle sedi di alcune delle società interessate, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. In ogni caso, salvo colpi di scena, dovremo o potremo aspettare fino al 15 aprile 2020, termine dato dall’Agcm per la conclusione del procedimento.

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