Apple macina utili su utili, anche quando vende meno iPhone

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Trimestrale da record per Apple, che inizia molto bene il suo nuovo anno fiscale. Ricavi e utili crescono a doppia cifra, anche se l’azienda ha venduto meno iPhone rispetto alle aspettative. Le sfide per il 2018

Prima trimestrale per il suo anno fiscale 2018 da record per Apple (Q1 2018) a guardare ricavi e utili, con la conferma che la mossa di iPhone X per certi aspetti si è rivelata vincente nonostante i volumi di vendita sotto al previsto.

La strategia sugli smarpthone top di gamma sembra a conti fatti avere permesso di spostare l’attenzione sul modello più esclusivo, iPhone X, che risulta essere l’iPhone più venduto tutte le settimane, da quando in pratica è finalmente arrivato a scaffale.

E così, pur con l’un percento di iphone in meno venduti, Apple può festeggiare. Il mercato prevedeva infatti che Apple avrebbe piazzato oltre 80 milioni di pezzi, invece sono circa 77 milioni. Poco importa perché nonostante questo Apple è riuscita a maturare lo stesso più alti ricavi (-1 percento di vendite ma +13 percento di fatturato) per i prezzi di ogni singolo pezzo più elevati rispetto al passato. 

In ogni caso la Mela vanta 285,1 miliardi di dollari cash, quasi interamente fuori dagli Usa, mostra utili in crescita negli ultimi tre mesi dell’anno a doppia cifra, di circa il 12 percento (20,1 miliardi di profitti rispetto a circa 17 miliardi di un anno fa nello stesso periodo), ricavi pure in crescita a doppia cifra del 13 percento per complessivi 88,29 miliardi. I 38 miliardi per “rientrare” negli Usa, sfruttando la riforma fiscale Trump, non fanno quindi paura al gigante di Cupertino.

iPhone X – Non ha consentito ad Apple di vendere tanti iPhone quante erano le aspettative, ma è risultato nelle ultime settimane in assoluto l’iPhone più venduto. E ha garantito ricavi da record

Nel dettaglio i risultati di Apple evidenziano oltre al numero di iPhone venduti, il volume di 13,2 milioni di iPad e 5,1 milioni di Mac. Gli iPad hanno fatto leggermente meglio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (200mila pezzi in più venduti), i Mac un po’ peggio, per scarti percentuali risibili, e in un mercato comunque che non sta premiando particolarmente nessuno dei due comparti, fatta salva la variante iPad Pro, l’unico vero “ibrido” di Apple nel catalogo dei device per il computing.  

 

Tim Cook può festeggiare complessivamente l’ennesimo trimestre da record nella storia dell’azienda che oggi può vantare complessivamente 1,3 miliardi di dispositivi installati nel mondo, con un aumento del 30 percento in soli due anni. Numeri che nel complesso fanno soprattutto la gioia anche degli azionisti per un dividendo in contanti di 0,63 dollari per azione sulle azioni ordinarie. 

Da fuori i profitti da record non devono impressionare più di tanto. In gran parte arrivano comunque proprio dagli iPhone, pur con risultati di poco sotto le aspettative e anche tenuto conto di una settimana in meno a calendario rispetto al primo trimestre del 2017. Il fattore importante da leggere in futuro sarà da un lato la capacità di iPhone di continuare a farsi preferire (non si può giocare all’infinito sul prezzo), dall’altro la capacità di Apple di continuare a crescere anche negli altri comparti.

iPhone è infatti il device con cui Apple riesce a conquistare più facilmente nuovo pubblico, ma in ambito mobile abbiamo visto anche che le rivoluzioni di market share sono possibili e veloci. Molto del futuro di Apple sarà determinato dalla capacità di cupertino di sganciare il proprio business dagli oggetti e continuare a proporre tutto un ecosistema nel complesso vantaggioso (cloud, AI, contenuti, device). Google da questo punto di vista è il competitor con il miglior posizionamento attuale, almeno su tre di questi quattro pilastri.  

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