Arriva Android P, le novità più importanti

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Android P debutta ufficialmente in Developer Preview, in cinque punti le novità più importanti. Nexus 5X, 6P e Pixel C esclusi dall’update

Android P, la nona versione del sistema operativo di Google per gli smartphone (secondo il criterio seguito fino ad oggi), è ora disponibile per il download sia Over The Air, sia come immagine, ma ovviamente è destinato solo agli sviluppatori o agli esperti che desiderano testare e provare le novità. Al momento la DP di Android P è disponibile esclusivamente per i Pixel sia di prima sia di seconda generazione, ma non per Pixel C. Riassumiamo le più importanti, con le nostre considerazioni.

Android P, compatibile con “notch”

(a) Il design di iPhone X “notch” ha fatto scuola, è stato ripreso anche da alcuni vendor per i dispositivi Android e poiché non sarebbe stato possibile visualizzare le icone di stato nella parte superiore dei display, ora grazie a delle librerie dedicate sarà facile adattare la vista nel caso in cui il design dello smartphone preveda appunto la tacca in cima allo schermo. Le API consentono infatti di simulare il comportamento delle icone anche con differenti tipi e dimensioni di notch per un’esperienza ottimale quindi con ogni tipo di Display CutOut.

Le notifiche con Android P

Android P – Le nuove notifiche

(b) Per l’utente finale la novità di immediato riscontro è il comparto delle notifiche decisamente arricchito. Le notifiche dei messaggi già in preview potranno mostrare le immagini, le conversioni, e e saranno supportate nativamente le risposte come già si fa con Reply. Non solo, se vi applicate per una risposta dal comparto notifiche e per qualsiasi motivo non terminate l’operazione con l’invio, ritroverete comunque correttamente la vostra bozza anche a una riapertura successiva.

Non solo, Android P proporrà nuove transazioni tra i menu, con la navigazione tra i toogle in senso verticale invece che in orizzontale come si è fatto fino ad ora. Ridisegnate anche i menu e le icone delle scorciatoie di sistema, quelle utilizzate scorrendo con il dito dall’alto verso il basso per accedere subito allo stato di WiFi, Bluetooth, Modalità Aereo, Torcia… etc. 

Nuove API-multicamera

(c) La nuova release permette agli sviluppatori di accedere in contemporanea allo streaming di contenuti catturato da più fotocamere. E’ una caratteristica che consentirà un utilizzo più libero dei contenuti, per proporre nuove caratteristiche nei software fotografici. In pratica sfruttando API specifiche e gestendo immagini e flussi da più fonti contemporaneamente si potrà lavorare su effetti bokeh, zoom più fluidi, o addirittura creare una fotocamera “virtualizzata” che raccoglie le immagini dalle diverse fotocamere fisiche. 

Con WiFi RTT, la localizzazione precisa in interni

(d) Android P consentirà inoltre la localizzazione all’interno degli ambienti chiusi con un margine di errore di circa 1-2 metri grazie al supporto per il protocollo WiFi 802.11mc, quindi si parla di WiFi RTT (Round Trip Time). In pratica si apre l’era per cui si è rintracciabili e ci si può orientare con Google Maps praticamente ovunque con precisione, a patto che ci sia almeno una connessione WiFi. Quindi anche in assenza del segnale GPS, per esempio dove le mura sono spesse o quando si va nei seminterrati o in alcuni centri commerciali ecco che ora basterà lasciar lavorare il proprio smartphone che sfrutta la triangolazione non con un segnale satellitare, ma con gli access point WiFi di cui evidentemente prima ha registrato il posizionamento con l’ultima connessione GPS disponibile. 

Android P, più sicurezza, privacy migliorata

(e)Per quanto riguarda le app in background ecco un’importante novità relativa a privacy e sicurezza. Sembra infatti che esse non potranno più avere accesso ai sensori, quindi non sarà più possibile che esse utilizzino microfoni o fotocamere per registrare alcunché. Giro di vite anche sull’utilizzo delle API non rilasciate pubblicamente, il cui accesso sarà poco alla volta ristretto. E in ultimo, nell’ottica di allineare una buona esperienza omogenea per tutti su Google Play gli aggiornamenti delle app dovranno essere applicati sulle API 26 di Android Oreo, ovviamente in fase di preview la tolleranza è decisamente maggiore anche di quella attuale. 
Sempre per la sicurezza su Android P si impone un’interfaccia unificata per l’autenticazione con le impronte digitali, con le istruzioni e con la possibilità di inserire messaggi personalizzati tutto gestito da API Fingerprint Dialog. (f) Ultimo ma non meno importante, per i pagamenti con NFC, con Android P arriva il supporto per le nuove Open Mobile API. Significa poter abilitare i pagamenti tramite smart card anche con gli smartphone.

Non si tratta nel complesso di “rivoluzioni”, su un sistema sempre più maturo non necessarie. La versione definitiva, secondo la roadmap di Google è prevista verso la fine del terzo trimestre di quest’anno, dopo la pausa estiva. Google per la Developer Preview ha previsto come idonei solo i Pixel, escluso Pixel C, quindi anche i Nexus non possono essere della partita e nessuno di questi modelli quindi riceverà mai la release definitiva di Android P. Un esempio chiaro: Nexus 6P immesso sul mercato a settembre del 2015 tre anni dopo il debutto riceverà quindi solo gli aggiornamenti per la sicurezza.   

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