Aspettando l’IPO, Facebook ottiene 8 miliardi di dollari di linea di credito

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A fornire credito a Facebook sono state le banche JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Goldman Sachs., Bank of America (Bofa) e Barclays. Ma in Germania il social network perde utenti, a causa della privacy

Facebook, il popolare social network con 850 milioni di utenti, in attesa della quotazione da circa 100 miliardi di dollari, ha ricevuto un pacchetto di finanziamenti da 8 miliardi di dollari e ha nominato 25 nuovi underwriter a capo della initial public offering (IPO). A fornire credito a Facebook sono state le banche JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Goldman Sachs., Bank of America (Bofa) e Barclays. I nuovi sottoscrittori invece includono Citigroup Global Markets, RBC Capital, Wells Fargo, ma anche banche “minori” come M.R. Beal & Co., Muriel Siebert e William Blair.

Facebook punta a un’IPO fra 75 – 100 miliardi di dollari, con l’obiettivo di raccogliere 5-10 miliardi di dollari.Facebook ha registrato ricavi pari a 3.71 miliardi di dollari nel 2011: USA e Canada hanno contribuito per 462 milioni di dollari, mentre l’Europa per altri 306 milioni di dollari (95 milioni di dollari provengono invece dall’Asia). L’Europa è dunque un mercato-chiave per Facebook: sono 229 milioni gli utenti attivi in Europa (2011), 212 milioni quelli in Asia e 179 milioni in USA e Canada.

Ma è proprio nel cuore dell’Europa, e per l’esattezza in Germania, che il social network mostra i primi segni di stanchezza: riporta Engadget (via VZBV e Berlin.de) che il social network guidato dal Ceo e fondatore Mark Zuckerberg a Berlino perde utenti, a causa della privacy. La funzionalità Friend Finder, che uploada la lista dei contatti di un utenti su Facebook, lo farebbe senza autorizzazione e all’insaputa degli utenti. Inoltre i tedeschi contestano la proprietà dei dati: come è noto, ogni foto o traccia musicale originale caricata su Facebook, apparterrebbe al social network. Ma ciò è in contrasto con le normative europee in tema di protezione dei dati. Si aprirà un nuovo fronte per il “giardino recintato” (il “bunker”) di Zuckerberg? Vedremo.

Facebook, problemi di privacy

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Autore: ITespresso
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