Assirm si riprende Ipsos e brinda al settore delle ricerche di mercato

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I dati congiunturali 2018 fanno emergere una crescita del comparto, pari al 3,4% rispetto al 2017 e un valore totale pari a 492,6 milioni di euro. Lo sostiene Assirm

Il settore delle ricerche di mercato prosegue a gonfie vele. I dati congiunturali 2018 fanno emergere una crescita del comparto, pari al 3,4% rispetto al 2017 e un valore totale pari a 492,6 milioni di euro, afferma Assirm che è l’Associazione che riunisce le maggiori aziende italiane che svolgono Ricerche di Mercato, Sondaggi di opinione e Ricerca Sociale.

In questi giorni, l’Associazione ha riaperto le porte a Ipsos. Matteo Lucchi, presidente di Assirm, ha riferito che “l’ingresso di Ipsos rappresenta una soddisfazione per noi che ogni giorno lavoriamo promuovendo il valore della Ricerca, confrontandoci con gli Associati e con il mercato e dando vita a progetti e azioni che possano essere di reale e concreto supporto alle imprese del nostro Paese”. 

Matteo Lucchi, Presidente Assirm

Dal canto suo, il Ceo di Ipsos, Nicola Neri che ha ribadito che “Ipsos è sempre stata una sostenitrice dei valori associativi a cui ha aderito fin dal primo momento e che ha contribuito a consolidare nel tempo. Oggi più che mai è importante promuovere e valorizzare con maggior forza il ruolo e la funzione sociale della ricerca di mercato e di opinione. È una sfida che riguarda tutta l’Industry e Ipsos sente il dovere di contribuire al rafforzamento di questi valori”.

Tornando ai dati congiunturali del mercato quello che emerge è che dal 2001 a oggi (a parte una piccola parentesi negli anni 2008-2009) lo sviluppo del settore ha registrato un incremento costante.

A caratterizzare i dati del 2018 è stata soprattutto la rivoluzione digitale e il ruolo dell’online nelle ricerche quantitative ad hoc, in cui spicca la crescita delle ricerche online (CAWI – Computer Assisted Web Interviewing) pari al 13,3% e un valore totale di oltre 60 milioni di euro.

Segno positivo anche per le telefoniche CATI che aumentano dell’8,3%, mentre registrano un sostanziale decremento le ricerche personali carta e penna (-47,2%) e l’autocompilato postale (-73,9%).

Altro dato riguarda i settori finali della ricerca di mercato dove si registra un aumento di rilevazioni nell’ambito dei Servizi alla collettività e alle imprese (+35,3%), Informativa ed Elettronica (+13,3%), seguiti da Banche assicurazioni e finanza (+9,3%), Beni di consumo, distribuzione, vendita per corrispondenza (+7%), Media, libri, dischi, entertainment (+4,4%) e Farmaceutici, medicali, agricolo, zootecnica (+1,6%), settore che, pur non crescendo significativamente quanto gli altri, resta tuttavia quello che vale di più (158,8 milioni di euro).

A registrare segno negativo sono, invece, la Pubblica Amministrazione centrale e periferica (-39,7%), il settore dei Beni durevoli e semidurevoli (+24,8%) e quello dei Veicoli (+8,7%).

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