Basilea 2: la solita storia all’italiana

Aziende

Le banche sono pronte, le associazioni di categoria anche. E le imprese? A giudicare dai pareri raccolti da CRN si direbbe un timido "ni". E la storia "dell’ultimo minuto" si ripete. Il 1° gennaio 2007 non è lontano e, paradossalmente, le aziende più preparate sembrano essere quelle più piccol

Giudicare il merito creditizio di imprese non di capitali è un problema per la banca. Adottando il principio dell’analisi in pool di imprese minori è necessario disporre di una serie di informazioni o di strumenti (simulazioni di contesto, serie storiche, proiezioni di crescita, benchmark) che permettano una stima corretta del livello di rischiosità delle diverse aziende. Il modello di ranking testato e validato da Unioncamere e utilizzato da Fedart Fidi per l’indagine sull’affidabilità delle imprese artigiane garantite dai Confidi, a cui hanno aderito anche Banca di Credito Cooperativo e Artigiancassa (Gruppo Bnl) rappresenta comunque una risposta. I soggetti del campione, circa 800 imprese associate a un Confidi sono ditte individuali e società di persone, con un fatturato medio di circa 600 mila euro, che oscilla tra 800 mila delle società di persone e i 300 mila delle ditte individuali, ordinati sulla base del loro rischio specifico in classi distinte utilizzando variabili anagrafiche, operative ed economiche. Dai risultati emerge che il 98% delle imprese censite non supera la soglia del 70% nel rapporto tra debito e fatturato, soglia utilizzata nella costruzione del modello come discriminante di base tra imprese finanziariamente solide e imprese che possono essere vulnerabili a crisi di liquidità. A livello di distribuzione dello stesso campione lungo la scala di ranking, il 47% delle imprese del campione dispone di fondamentali e rientra nella fascia di eccel- lenza per affidabilità e robustezza strutturale. Dall’indagine emerge che gran parte delle imprese del campione dispone dei requisiti utili per affrontare con successo gli effetti di Basilea 2: attenzione alla pianificazione e alla capacità dell’impresa di creare reddito, gestione equilibrata dei rapporti con le banche, controllo dei costi e gestione del circolante. Oltre alla trasparenza contabile e a un’informazione esauriente.

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