Bitcoin giù, ma la vendita di valuta digitale decolla

Autorità e normativeE-paymentGovernanceMarketing
Bitcoin, la moneta virtuale da 14 miliardi di dollari

Cubano 13,7 miliardi di dollari le valute digitali, solo nei primi cinque mesi dell’anno. E’ circa il doppio rispetto a tutto il 2017. Bitcoin ai minimi storici è solo una faccia della medaglia

Lo dice il rapporto pubblicato dalla divisione Strategy & Crypto Valley Association di PwC: le vendite di valute digitali nei primi cinque mesi del 2018 hanno toccato il valore di 13,7 miliardi di dollari, con le startup tecnologiche che operano in ambito blockchain che sono state in grado di raccogliere soldi vendendo criptovalute, token, e “future” di criptovalute agli investitori (ICO, Initial Coin Offering) evidentemente raccogliendo sufficiente fiducia da giustificare gli investimenti.

E’ vero che per gli investitori spesso le richieste delle startup sono “noccioline”, briciole quasi puntate a scommettere sui progetti che più sembrano poter portare frutto, e quindi con margini di rischio limitati. Nonostante questo è un dato di fatto che si parla di cifre che raddoppiano (quest’anno si corre anzi molto di più) di anno in anno.

Reuters nella sua analisi mette in fila i progetti più significativi: la vendita di valuta virtuale ha funzionato per Telegram, per esempio, con ESO di Block.one. EOS.IO è un token di criptovaluta e blockchain che opera con una piattaforma di smart contract per il dispiegamento di applicazioni decentralizzate e DAO.

L’obiettivo è proporsi come sistema operativo che supporta applicazioni di scala industriale con l’intento di rimuovere completamente “tasse” di transazione e la capacità di gestire milioni di transazioni al secondo.

In Svizzera si possono pagare le tasse in Bitcoin
Bitcoin ai minimi storici tra novembre e oggi, ma i progetti basati su ICO piacciono e le vendite di valute digitali decollano

Tutto oro quello che luccica? No. Delle oltre 3470 ICO dal 2013 ad oggi solo il 30 percento hanno avuto successo. Comunque si tratta di una buona scommessa, ora avallata in tanti casi dalla registrazione presso l’U.S. Securities and Exchange Commission. Sì, sono gli USA il Paese d’elezione nell’hosting delle ICO. 

Come si spiegano quindi le valutazioni al ribasso di Bitcoin, tra ieri e oggi ai minimi storici da novembre? Di sicuro è calato l’interesse degli investitori per la prima delle criptovalute, ma sappiamo che si è trattato spesso di variazioni speculative, sia al rialzo sia al ribasso.

Di sicuro si sono allungati i tempi per riuscire ad immaginare un “deployment” reale e commerciale concreto su larga scala avallato dalla finanza senza se e senza ma, questo però non toglie l’interesse per i progetti tipo ICO, indipendentemente dalla nomea della valuta.

Si sceglie di progetto in progetto, ma l’idea di fare nascere idee nuove sulla scorta di ICO piace e il mercato cresce. Sarà come è sempre stato, quando le banche entreranno nel gioco, sanciranno la maturità di un modello, che vive però ora il suo momento più dinamico, in esplosione… Appunto.  

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore