Black Friday, le insidie online e le evasioni Iva a cui nessuno pensa

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Fra poche ore si aprono le danze sul Black Friday. Optime, con Davide Rossi, allerta i consumatori da truffe, ma ricorda la Reverse Charge come uno strumento utile per arginare il fenomeno dei mancati versamenti Iva nelle casse dello Stato

“In via preventiva sono stati presentati esposti alla magistratura riguardanti siti di vendita pubblicizzati sui maggiori network radiofonici nazionali. Ma temiamo che il fenomeno sia molto più ampio”. Così sostiene Davide Rossi, presidente di Optime, realtà osservatrice del panorama e-commerce che si prefigge di tutelare la leale concorrenza tra imprese operanti nel settore dell’elettronica di consumo in Italia e il rispetto delle norme imperative che disciplinano il settore a tutela dei consumatori e dell’economia nazionale nel suo complesso.

Come mai questa indicazione da parte di Rossi? Semplice, tra poche ore si aprono le danze sul Black Friday e, tutti ne parlano, tutti lo cercano, a caccia di portentosi sconti ma, attenzione: le truffe sono sempre in agguato e quello che può sembrare un acquisto fatto al risparmio, può in realtà nascondere ben altri imprevisti oppure creare nocumento verso realtà venditrici più serie. Certo, il consumatore non può sapere chi ci sta dietro a una vendita online perché la piattaforma, l’intermediario si frappongono fra l’acquirente e il venditore, ma, così come sulla Reverse Charge Iva, che sarà discussa tra poche ore in Senato, enti come Optime vigilano sull’applicazione corretta delle norme.

Davide Rossi

“Sono proprio giornate come quella del prossimo venerdì 23 Novembre a rappresentare occasioni molto allettanti per i cosiddetti “filibustieri della rete”, che sfrutteranno la foga negli acquisti per mettere in atto vere e proprie truffe a danno degli utenti incauti. Noi di Optime – afferma Rossi in una nota –operiamo nel mercato dell’elettronica di consumo e invitiamo tutti a prestare la massima attenzione alle offerte impossibili sui prodotti tecnologici. In numerosi casi, queste vendite sono gestite da soggetti discutibili, evasori che non versano l’Iva, e nei casi più pericolosi da attori che mettono in atto vere e proprie truffe. A tal proposito, settimana scorsa, a seguito di attente verifiche, ho presentato alla Procura della Repubblica di Roma gli esposti per alcuni siti di vendita di prodotti di elettronica di consumo altamente conosciuti e pubblicizzati anche sui maggiori network radiofonici nazionali. Questo a dimostrazione del fatto che spendere molto in pubblicità non è sempre sinonimo di affidabilità: occorre sempre affidarsi a siti sicuri e seri”.

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Attenzione alle truffe online

Insomma, secondo autorevoli fonti, si stima che siano almeno 450 milioni gli euro spesi dagli italiani per acquisti su siti online non regolari con una evasione Iva quantificabile in almeno 100 milioni di euro che sarebbe semplice recuperare con un’estensione alle piattaforme online delle norme in materia di Inversione Contabile Iva (Reverse charge).

Optime ha stilato un vademecum per evitare le frodi online
1. Verifica che siano correttamente riportati i dati della società titolare della attività commerciale (Nome della Società, Numero di Partita IVA, Numero di registrazione al REA e Sede).
2. Controlla sempre il metodo di pagamento: se sul sito sono stati inseriti i loghi delle principali carte di credito ma poi puoi comprare solo tramite bonifico bancario, questo è certamente un campanello d’allarme.
3. Presta attenzione alla scontistica: se c’è una differenza enorme (magari di 3 o 4 volte) tra il prezzo di partenza ed il prezzo al quale viene venduto il prodotto ci può essere qualcosa che non va.
4. Non fidarti mai al 100% delle recensioni: soprattutto quando sono positive. Cerca di capire se l’utente che ha dato 5 Stelle sia una persona reale e verifica l’eventuale esistenza di sue recensioni su altri venditori.
5. Controlla che le modalità di recesso e ripensamento, così come le condizioni per la garanzia, siano chiare e inequivocabili.
6. In relazione all’acquisto di materiale elettronico, bada che sia specificato che hai diritto al ritiro del tuo vecchio apparecchio (in ragione del principio Uno-contro-Uno sui RAEE di ogni dimensione) senza costi aggiuntivi.
7. L’etichetta energetica per alcuni prodotti, come televisori, frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e aspirapolvere è obbligatoria. Questa indicazione non è invece richiesta per alcune tipologie di prodotti più piccoli, come ad esempio smartphone, tablet, PC e rasoi elettrici.
8. Dal 1° Ottobre 2017, per legge, ogni televisore deve disporre dello standard tecnico T2 con HEVC. Qualora non fosse specificato, ci troviamo in presenza di un prodotto molto probabilmente non a norma.
9. Diffida se ti vengono proposti accordi “strani” o formule di marketing piramidali per le quali, a fronte di acquisti di persone da te coinvolte otterrai un bonus, o addirittura un guadagno. Il meccanismo “invita un amico” è, di per sé, legittimo ma spesso non sono chiare le modalità e ci possono essere problemi.
10. Un campanello d’allarme piuttosto evidente sono le somiglianze, nel nome e nella grafica, con società molto note. Diffida: sono studiate appositamente per sembrare un Brand ben conosciuto e carpire la tua fiducia.

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