L’R&D, la forza innovativa di Wolters Kluwer Tax&Accounting Italia

Che cos'è un Brand Voice ?

Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia sta contribuendo con decisione alla trasformazione digitale del mondo dei professionisti italiani con un progetto che ridefinisce la parola innovazione: il progetto Genya. Il driver di questa rivoluzione digitale ha un nome ed è la funzione R&D dell’azienda.

Sergio Boaretto, Chief Application Officer di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia, ha da poco dato il via libera a nuovi moduli e funzionalità delle soluzioni integrate nella Suite Genya, un progetto gigantesco che ha avuto il coraggio di offrire ad una professione, quella dei commercialisti, con una forte propensione alla conservazione, un approccio radicalmente innovativo.

Boaretto descrive la funzione R&D di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia “210 persone, età media di 40 anni, non solo sviluppatori ed esperti di dominio, ma architetti, esperti di sicurezza, project manager e soprattutto UX designer nelle nostre 6 sedi italiane di R&D, sono una potenza di fuoco non indifferente”.

Sergio Boaretto, Chief Application Officer di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia
Sergio Boaretto, Chief Application Officer di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia

Dalla fucina innovativa di Wolters Kluwer Tax & Accounting Italia è nato il progetto Genya, un’innovazione che porta valore sia allo studio che al suo cliente e in più dà una vivace spinta alla trasformazione digitale nel settore dei professionisti, avvicinandolo ad altri settori che la strada della digitalizzazione hanno già intrapreso.

Usiamo il meglio della tecnologia per nascondere la tecnologia all’utente”. Boaretto è un manager che governa la sua software factory con grande conoscenza ma anche con grandi visioni. “Wolters Kluwer Tax & Accounting è un brand che si offre a garanzia di un prodotto e di una visione. Quando abbiamo iniziato il progetto Genya ci siamo promessi che avremmo cambiato il paradigma sia del nostro lavoro sia di quello dei nostri clienti”.

Il restyling di un prodotto era una via non più percorribile. Non avrebbe più avuto senso né per il mercato, né per la clientela dei professionisti e nemmeno per Wolters Kluwer in quanto vendor.

Il concetto di aggiornamento aveva smesso qualunque appeal commerciale, dunque la squadra di Boaretto ha ribaltato ogni logica, cancellato ogni riga di codice e iniziato a lavorare su un concept completamente nuovo.

Un progetto come quello di Genya obbliga al ripensamento di tutta la filiera dell’innovazione e quindi della struttura della software factory. Uno sforzo non indifferente che forse solo una multinazionale può decidere di affrontare. Oggi i layer non sono più qualificabili e bisogna fare insourcing di competenze ed esperienze nuove. Non più soltanto developer ed esperti di dominio, ma architetti, esperti di sicurezza, project manager, e soprattutto UX designer”.

Per Sergio Boaretto la digital transformation inizia in laboratorio.

La centralità passa dal prodotto al cliente e l’esperienza dell’utilizzo è la linea guida da seguire per trasformare digitalmente anche una professione.

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Costruire un software davvero innovativo per i professionisti italiani significa preparare per loro una User Journey calata su caratteristiche e necessità specifici dell’utente. Secondo Boaretto “Genya è l’unica suite applicativa che si lascia provare. La nostra innovazione digitale ha modificato anche la formulazione di vendita. Il commerciale, il cliente e lo sviluppo diventano una squadra che all’unisono affinano un prodotto che servirà al professionista a tutto tondo”.

Sergio Boaretto fa notare come Genya nasca dall’osservazione del nuovo consumatore. “La professione oggi deve prendere atto di una mutazione di visione, e un progetto digitale come Genya favorisce l’accoglimento di un cambiamento e prospetta al professionista un modo nuovo di realizzare le proprie competenze e di acquisire un valore esponenzialmente più elevato per i propri clienti”.