Brexit senza accordo, la Ue fornisce orientamenti pratici di coordinamento

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Come indicato dal Presidente Juncker, in caso di mancato accordo il Regno Unito dovrebbe affrontare le tre questioni. La Commissione UE fa un bilancio delle misure preparatorie e fornisce orientamenti pratici per garantire una strategia coordinata

La Commissione europea fa un bilancio delle misure preparatorie e fornisce orientamenti pratici per garantire una strategia coordinata a livello dell’UE nel caso di Brexit senza accordo. Una nota stampa piuttosto articolata fa il punto,  in vista del Consiglio europeo, in caso di uscita del Regno Unito senza accordo e ha fornito orientamenti pratici agli Stati membri in 5 settori.

Si tratta di: diritti dei cittadini in materia di soggiorno e di sicurezza sociale, protezione dei dati, medicinali e dispositivi medici, cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e pesca. L’obiettivo degli orientamenti odierni è garantire la corretta attuazione pratica delle misure di emergenza nazionali e dell’UE, se il Regno Unito dovesse uscire dall’UE senza un accordo il 12 aprile o in una data successiva­, e mantenere una strategia coordinata per tutta la fase di “mancato accordo”. Un recesso senza accordo causerà perturbazioni e non è auspicabile, ma l’UE è assolutamente pronta ad affrontarlo.

Come indicato dal Presidente Juncker al Parlamento europeo il 3 aprile 2019, in caso di mancato accordo il Regno Unito dovrebbe affrontare le tre questioni principali riguardanti la separazione come condizione preliminare prima che l’UE prenda in considerazione l’avvio di discussioni sulle future relazioni. Si tratta di: 1) proteggere e difendere i diritti dei cittadini che hanno esercitato il loro diritto alla libera circolazione prima della Brexit, 2) onorare gli obblighi finanziari assunti dal Regno Unito in qualità di Stato membro e 3) mantenere la lettera e lo spirito dell’accordo del Venerdì santo e la pace sull’isola d’Irlanda, nonché l’integrità del mercato interno.

Diritti dei cittadini in materia di soggiorno e di sicurezza sociale

La Commissione europea ha costantemente affermato che, in caso di uscita senza accordo, la tutela dei diritti dei cittadini del Regno Unito nell’UE costituisce una priorità e che gli Stati membri dovrebbero dar prova di generosità per quanto riguarda i loro diritti. Il Regno Unito dovrebbe fare altrettanto. Gli Stati membri dell’UE a 27 hanno predisposto misure nazionali di emergenza per garantire la permanenza legale ai cittadini britannici che soggiorneranno legalmente nel loro territorio nel periodo immediatamente successivo all’uscita senza accordo. Gli orientamenti odierni forniscono una panoramica delle misure di emergenza dell’UE, in particolare il regolamento che stabilisce misure di emergenza nel settore del coordinamento della sicurezza sociale. La Commissione ha proposto che gli Stati membri adottino una strategia coordinata unilaterale per affrontare alcune questioni non contemplate dal regolamento e, per integrare tale strategia, indica i settori in cui i singoli Stati membri potrebbero fornire ulteriore protezione attraverso misure unilaterali a livello nazionale.

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Preparazione alla Brexit senza accordo?

Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale

In caso di mancato accordo, il quadro giuridico dell’UE in materia di cooperazione di polizia e giudiziaria cesserà di applicarsi al Regno Unito. La cooperazione con il Regno Unito dovrà pertanto basarsi su quadri giuridici alternativi e su meccanismi di cooperazione fondati sul diritto internazionale e nazionale. Gli orientamenti odierni illustrano i pertinenti strumenti alternativi cui l’UE e gli Stati membri potranno ricorrere per garantire che la cooperazione di polizia e giudiziaria possa continuare a garantire un elevato livello di sicurezza per i cittadini. Inoltre forniscono indicazioni agli Stati membri sulla disconnessione del Regno Unito da varie banche dati, reti e sistemi informativi dell’UE.

Medicinali e dispositivi medici

Fin dall’inizio il settore medico è stato una delle priorità del lavoro di preparazione della Commissione: le linee guida sono state pubblicate già nel luglio 2017. Grazie alle misure di preparazione, la maggior parte dei medicinali interessati dal recesso del Regno Unito dovrebbe ora essere conforme alla legislazione dell’UE a partire dalla data dell’uscita del Regno Unito. È tuttavia possibile che, nonostante gli sforzi compiuti, alcuni medicinali e dispositivi medici possano non essere conformi in tempo. Vi sarà quindi il rischio di penuria di determinati prodotti se gli operatori economici non agiranno rapidamente per porre rimedio alla situazione. Gli orientamenti odierni evidenziano in che modo la Commissione collaborerà con l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e con le autorità nazionali di regolamentazione nel campo dei medicinali per monitorare la situazione da vicino e affrontare eventuali problemi. Inoltre illustrano le possibilità di avvalersi delle esenzioni e delle deroghe previste dalle norme vigenti al fine di ridurre il rischio di carenze di medicinali e di dispositivi medici critici in caso di mancato accordo.

Approvato il nuovo regolamento per la protezione dei dati nella UE
Protezione dati

Protezione dei dati

Come indicato nella comunicazione della Commissione del 13 novembre sui preparativi alla Brexit, la Commissione ritiene che gli strumenti esistenti nell’ambito del regolamento generale sulla protezione dei dati per lo scambio di dati con i paesi terzi siano sufficienti a soddisfare le necessità immediate dei trasferimenti di dati verso il Regno Unito in caso di mancato accordo. Gli orientamenti odierni forniscono dettagli sugli strumenti previsti, sulle condizioni ben definite per l’uso delle deroghe, nonché sulle misure concrete che le imprese e le autorità dell’UE dovranno adottare per garantire la costante conformità alle norme dell’UE sulla protezione dei dati.

Pesca

L’UE ha adottato due misure di emergenza nel settore della pesca per coprire tutti gli scenari in caso di Brexit senza accordo. Da un lato, ha creato il quadro giuridico appropriato per consentire alle navi del Regno Unito l’accesso reciproco alle acque dell’UE per tutto il 2019, purché il Regno Unito conceda l’accesso alle sue acque alle navi dell’UE. Dall’altro, l’UE ha anche adeguato i criteri di ammissibilità del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca al fine di garantire che i pescatori che devono cessare le proprie attività, nel caso in cui il Regno Unito non conceda un accesso continuativo alle proprie acque, possano beneficiare di una compensazione. In tal caso, sarebbe essenziale che gli Stati membri adottassero una strategia coordinata per garantire parità di condizioni tra i pescatori dell’UE nei diversi Stati membri e proteggere le risorse marine. Gli orientamenti odierni forniscono dettagli su tale strategia coordinata. La Commissione collabora, con gli Stati membri più direttamente interessati, a un quadro per il monitoraggio dei cambiamenti nelle attività di pesca nelle acque dell’UE, al fine di evitare distorsioni.

Uscita senza accordo

In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un paese terzo senza poter usufruire di un regime transitorio. Da quel momento tutto il diritto primario e derivato dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito e non vi sarà il periodo di transizione previsto dall’accordo di recesso, il che ovviamente causerà notevoli disagi ai cittadini e alle imprese.

In questo scenario, le relazioni del Regno Unito con l’UE saranno disciplinate dal diritto pubblico internazionale, che comprende le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio. L’UE sarà tenuta ad applicare immediatamente la propria normativa e le proprie tariffe alle frontiere con il Regno Unito, inclusi i controlli e le verifiche del rispetto delle norme doganali, sanitarie e fitosanitarie e la verifica di conformità alle norme dell’UE. Nonostante gli intensi preparativi delle autorità doganali degli Stati membri, i controlli potrebbero causare enormi ritardi alle frontiere. Inoltre, i soggetti del Regno Unito non potranno più essere ammessi a beneficiare delle sovvenzioni dell’UE né a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti dell’UE secondo le attuali modalità.

I cittadini britannici non saranno più cittadini dell’Unione europea e saranno sottoposti a controlli supplementari quando attraverseranno le frontiere all’interno dell’UE. Anche in questo ambito gli Stati membri hanno effettuato importanti preparativi nei porti e negli aeroporti per garantire la maggior efficienza possibile dei controlli, ma potranno comunque verificarsi dei ritardi.

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