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Cat S60: due campioni spiegano i motivi della scelta di questo smartphone

Due testimonianze, due esperti, due professionisti di settori differenti ma entrambi afferenti all’acqua per dare il loro contributo relativo allo smartphone tough Cat S60: resistente a cadute da 1,8 metri d’altezza, impermeabile fino a un’ora d’immersione a una profondità di 5 metri, ed è dotato di fotocamera termica che permette di visualizzare un’immagine termica in tempo reale sullo schermo. Marcello Mica, subacqueo per passione e Marco Calamoneri, allenatore e giocatore master di pallanuoto.

Mica è informatico, ex funzionario di una multinazionale nel settore Elettronica di Consumo, allenatore di Rugby nel tempo libero, a 50 anni si è spogliato degli abiti da lavoro per “tuffarsi” letteralmente nella sua passione per il diving.
Fin dall’inizio della sua nuova vita ha sentito l’esigenza di avere a disposizione uno strumento tecnologico che fosse prima di tutto resistente e impermeabile e che, come lui stesso racconta: “Fosse in grado di resistere a me e al mio tipo di vita”.
Deluso dall’acquisto di uno smartphone IP68 e spinto dalla una inclinazione personale per la tecnologia (in passato si è dilettato anche come sviluppatore Android), circa due anni fa ha avuto modo di provare un Cat S60.

Mica coordina con altri quattro soci Nemo Diving, una Associazione Sportivo Dilettantistica che si trova a Siracusa e che ha fatto dello slow diving un marchio distintivo, promuovendo immersioni subacquee offerte tramite una atipica e pittoresca imbarcazione classica in legno – e non mediante i tipici gommoni ad alta velocità – che con voluta lentezza accompagna gli appassionati subacquei per immersioni esplorative in siti sconosciuti.

CAT S60

Fin dal primo giorno Cat S60 ha rappresentato per Marcello Mica “Una rivoluzione copernicana, paragonato a qualunque altro dispositivo provato in passato”. A prescindere dalla resistenza e robustezza, tutti gli strumenti che offre sono davvero perfetti per coloro che operano in ambiti esterni ed esecutivi (in generale per chi sta in cantiere, chi opera all’aperto…).
Il fatto stesso di avere a disposizione un device che, se cade in terra o in una pozzanghera o in mare, non smette di funzionare ma, anzi, continua a performare egregiamente, ha un valore aggiunto enorme. Per quanto concerne le feature, abbiamo chiesto a Marcello di spiegarci che cosa l’ha maggiormente colpito e ci ha risposto: “Non ho acquistato l’S60 per la termocamera… Questa è stata, come si suol dire, un side effect, ma da quando l’ho scoperta la uso per mille motivi. Ad esempio, controllo la temperatura esterna delle bombole per vedere se c’è un innalzamento eccessivo quando le carico, o monitoro le teste del compressore per evitare surriscaldamenti – tutte operazioni molto delicate nelle quali avere uno strumento che dia questa opportunità è fondamentale”.

È però un particolare uso che ha fatto della termocamera ad averci colpito nel suo racconto: “La mia imbarcazione necessita di una tipologia di manutenzione particolare, che si chiama chiodatura. Mentre il maestro d’ascia, con tradizione antica e orecchio fino, martellava sul fasciame per individuare il chiodo sordo, ho voluto azzardare un utilizzo particolare della termocamera, partendo dall’idea di registrare la diversa temperatura del legno per individuare, appunto, il chiodo sordo. È stato un successo”. Mica utilizza poi, regolarmente, Cat S60 durante le immersioni notturne, per controllare il punto di immersione dei subacquei. “L’aria che affiora dal fondo del mare ha una temperatura diversa nei punti in cui è avvenuta un’immersione, per cui la termocamera mi fornisce una tracciatura esatta del punto in cui eventualmente intervenire in caso di necessità. Questa è un’ulteriore e notevole utilità dello smartphone, che mi permette ad esempio di non ricorrere a fari o a ricerche estenuanti in situazioni di pericolo”.

Sono un pessimo utilizzatore di telefoni ne ho distrutti parecchi soprattutto per le condizioni in cui spesso li utilizzo” – ha dichiarato Calamoneri- “Ho iniziato ad usare il Cat in piscina qualche anno fa”, racconta. L’essere impermeabile, la resistenza e la robustezza, la durata della batteria, sono le qualità che più l’hanno colpito dei Cat Phones, che ha conosciuto professionalmente in quanto ingegnere informatico e che ha iniziato ad apprezzare anche nella vita di ogni giorno già da alcuni anni. Come allenatore dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Pallanuoto Milano, Marco si è innamorato del Cat fin dal primo utilizzo. Ha scelto un S60 in quanto “unico telefono che gli garantisce un’impermeabilità totale e può raggiungere 5 metri di profondità, quando tutti gli altri della stessa tipologia presentano una certificazione limitata ai 2 metri”.
“Ho iniziato a conoscere Cat S60 per lavoro, dove ne utilizzo regolarmente, ad esempio, la funzione Push To Talk che lo trasforma in una vera e propria radio professionale, ma da subito ne ho apprezzato la particolare resistenza anche nei contesti che mi vedono impegnato con la squadra di pallanuoto, con la quale partecipo a campionati Master in Italia e all’estero. Allenando la squadra – continua – mi trovo a stare ore a bordo vasca, piegandomi per parlare con gli atleti; mi è capitato più volte di far cadere il telefono in acqua e ho potuto semplicemente riprenderlo e continuare ad usarlo in modo perfetto anche con le mani bagnate. La cosa che tuttora mi rende pienamente soddisfatto della scelta che ho fatto acquistando il Cat, è constatare ogni giorno che resiste veramente a tutto. Continua ad essere performante nonostante gli innumerevoli tuffi che lo costringo a fare!”.

Conclude Calamoneri: “Lo porto sempre con me e lo porterò sicuramente anche in Corea per i prossimi mondiali, che documenterò facendo bellissime foto in acqua (come quella che ho scattato ai Mondiali Master di Budapest 2017). La mia squadra ed io abbiamo sposato appieno la filosofia di Cat; di fatto noi pallanuotisti master dobbiamo essere impermeabili, resistenti agli urti e fatti per durare nel tempo, proprio come l’S60,. Lo consiglierei a tutti gli utenti più esigenti, non solo ovviamente agli sportivi, ma penso a tutto un mondo di professionisti alle prese con lavori estremi, pericolosi e in generale sfidanti, per i quali la tecnologia di Cat può davvero far la differenza”.

Stefano Belviolandi @Stefano_Belviol

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

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