Copyright, Consiglio Ue approva le nuove regole. L’Italia vota no, ma i pareri sono discordanti

Autorità e normativeNormativa
Enforcement della normativa sul copyright: pro e contro. Istruzioni per l'uso della Dewlibera AgCom

Il Consiglio Europeo approva definitivamente la riforma sul diritto d’autore. I singoli Stati Membri hanno tempo due anni per regolarizzare la normativa locale con quella europea. Questa direttiva ha spaccato l’Italia

Il Consiglio Europeo ha dato il via libera alle nuove regole sul diritto d’autore che nei mesi scorsi non ha fatto dormire molti sonni tranquilli creando dissapori e pareri discordanti. L’Italia ha votato no a questa riforma e con lei altri paesi, ma, come si diceva i pareri sono discordanti anche all’interno del nostro Paese. Alcuni sottolineano che con questa riforma si dà spazio alla creatività di giornalisti e realizzatori di contenuti che si vedranno retribuire dalle grandi piattaforme del web in caso di utilizzo, dall’altro c’è chi dice che questa normativa ‘ammazzerà’, tagliando le gambe, alla editoria locale. Una riforma, per alcuni, che va nella direzione di razionalizzare lo strapotere dei grandi colossi del web e di motori di ricerca di recuperare informazioni dalla rete senza contribuire verso l’autore. I paesi membri hanno tempo due anni peer adeguare la loro normativa a queste direttive.

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Copyright

Con il voto del Consiglio Europeo si è chiuso un percorso storico per la cultura, per l’Europa e per la democrazia”: è questo il commento dell’industria culturale italiana all’approvazione della direttiva europea sul Copyright nelle parole del direttore di Confindustria Cultura Italia (CCI), Fabio Del Giudice.ll Consiglio europeo – sottolinea Del Giudice – ha approvato definitivamente e in larga maggioranza – con 19 voti a favore, 3 astenuti e 6 contrari – una riforma equilibrata delle regole per l’utilizzo dei contenuti culturali in rete mettendo fine alla legge della giungla che ha governato internet dalla sua nascita e riequilibrando i diritti tra chi crea cultura e chi la diffonde per fini economici”.
“L’unico grande rammarico – prosegue Del Giudice – è rappresentato dal voto dell’Italia. Un voto contrario, che la schiera accanto a Paesi con una storia e una tradizione molto lontana dalla nostra. Noi siamo uno dei principali Paesi produttori di contenuti culturali e creativi, un’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo e che va tutelata. Storicamente in Europa abbiamo sempre avuto una posizione a favore della tutela e dello sviluppo della cultura e della creatività, ma oggi il Governo italiano ha chiaramente dimostrato il contrario nonostante le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio, che in occasione di un’uscita pubblica di alcuni giorni fa, aveva sottolineato l’importanza della tutela del diritto d’autore. Dichiarazione che tuttavia non appare confermata dai fatti”.
Come industria – conclude Del Giudice – non possiamo che plaudire ancora una volta all’impegno e al coraggio dimostrato in questi anni dai parlamentari italiani europei. Un grazie sentito perché hanno saputo resistere alle incredibili pressioni esercitate nei loro confronti in questi anni da chi ha utilizzato ogni mezzo per cambiare il corso di questa battaglia di civiltà e per i diritti di chi crea cultura”.
“Questo voto sancisce un nuovo inizio e una nuova tutela per il mondo della cultura europea. Resta il rammarico per il voto contrario dell’Italia”. E’ questo il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione definitiva della Direttiva sul Copyright da parte del Consiglio Europeo.
“Per questo – ha proseguito – sarà la base di un lavoro ancora più importante che ci impegnerà con tutte le forze da ora in poi: spiegare le nostre ragioni al Governo perché possa muoversi su posizioni che garantiscano i produttori di cultura e di contenuti”.

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