Costruire un Pc dalla A alla Z

Workspace

Le istruzioni e i consigli utili per assemblare un Pc con le proprie mani

Per montare il computer serve un tavolo con spazio libero sufficiente per appoggiare tutti i componenti. Per evitare le scariche di elettricità statica che possono rovinare i chip di silicio, il pavimento non dovrebbe essere coperto da moquette o tappeti. Per lo stesso motivo, prima d’iniziare si deve toccare una parte metallica non verniciata del cabinet. Questa manovra rende uguale il potenziale elettrico del corpo a quello del telaio del computer, impedendo la formazione delle scariche. I professionisti usano a questo scopo un braccialetto e un tappetino di materiale conduttore collegati alla messa a terra dell’edificio, che mantiene il corpo e il telaio sempre allo stesso potenziale; in realtà questa precauzione è eccessiva e un giornale appoggiato sul piano di lavoro può bastare come protezione dalle lamiere taglienti che a volte formano la struttura interna del cabinet. Dopo averlo liberato dall’imballo, bisogna immediatamente verificare se l’eventuale selettore sull’alimentatore è nella posizione 220/240 V. Chi ha deciso di usare un alimentatore differente, può smontare e mettere subito da parte quello fornito con il cabinet. Non buttate via subito la scatola: potrebbe servire per il trasporto al centro assistenza in caso di problemi. Per prima cosa si devono applicare i piedini di appoggio, che servono per non graffiare il tavolo. Quando sono autoadesivi vanno incollati ai quattro angoli della base, mentre se sono del tipo a incastro si applicano sui fori predisposti e si bloccano in posizione inserendo il piolino di gomma nel foro centrale. Subito dopo si fissano i distanziali alla fiancata interna del cabinet, nella posizione corrispondente a quella dei fori sulla scheda madre. Toglierla momentaneamente dal suo imballo e appoggiarla contro la piastra di appoggio, per verificare la corrispondenza tra i suoi fori e la predisposizione del cabinet. Le schede madri Atx hanno bisogno di sei oppure sette distanziali, che diventano nove o dieci nel caso delle schede a dimensione piena. Quando i distanziali sono del tipo a esagono con gambo filettato, è importante avvitarli a fondo nella loro sede per evitare il distacco se in futuro fosse necessario smontare la motherboard. Non si devono però serrare troppo, altrimenti il fragile filetto si rompe. In caso di dubbi è consigliabile fare una prova usando uno dei fori extra che non servono per la propria scheda madre. I perfezionisti possono versare nel foro filettato una goccia di cianoacrilicato (per esempio Attack) prima d’inserire il distanziale a vite. In molti cabinet i distanziali della motherboard sono del tipo a molla, a forma di U, da inserire in un foro di forma quadrata. Questo tipo di distanziali va fatto passare attraverso il foro e spinto fino a quando scatta in posizione. Essendo più largo di quelli con gambo a vite, può causare dei problemi quando va ad appoggiarsi alle piste conduttrici vicine all’anello di guardia metallizzato che circonda il foro nella scheda madre. Dopo aver rovesciato la scheda madre per vedere la sua faccia inferiore, bisogna appoggiare un distanziale (non ancora montato) su ciascuno dei fori di fissaggio per verificare se deborda dall’anello di guardia: in questo caso tra distanziale e scheda madre si deve mettere una delle rondelle isolanti, generalmente di colore rosso, trovate nel sacchetto delle viti. La confezione della scheda madre contiene normalmente anche la mascherina da incastrare nell’apertura quadrata sul retro del cabinet, con le aperture per i connettori di tastiera, mouse e via dicendo. Per montarla è necessario togliere quella eventualmente già inserita nel cabinet.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore