Costruire un Pc dalla A alla Z

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Le istruzioni e i consigli utili per assemblare un Pc con le proprie mani

Collegare monitor, tastiera, mouse, e il cavo di alimentazione alle prese posteriori, quindi accendere per la prima volta il nuovo computer. Appena compare la schermata del Bios, entrare nel setup e regolare tutti i parametri a basso livello secondo le proprie esigenze. In caso di dubbio può bastare la regolazione dell’ora e della data. È d’importanza vitale escludere la protezione antivirus del Bios, perché bloccherebbe la successiva installazione di Windows. Se la spia del floppy drive resta continuamente accesa, significa che il cavo piatto del floppy drive è inserito nel senso opposto a una delle estremità. Prima di chiudere il computer per avviare l’installazione di Windows 98, verificare il corretto funzionamento della ventola del processore. Se il Pc non parte, controllare attentamente tutte le operazioni svolte e verificare se il connettore dell’alimentatore, una volta innestato nella scheda madre, ha deformato uno dei contatti interni che in questo modo risulta isolato dal circuito. Se il connettore è integro, prima di iniziare la vera e propria ricerca dei guasti bisogna escludere le cause più banali che possono impedire l’accensione regolare del Pc. Molti alimentatori hanno una protezione elettronica contro le sovratensioni che disabilita il pulsante di alimentazione sul pannello frontale del computer in caso di cortocircuiti momentanei o black out. Per ripristinare la protezione elettronica bisogna staccare dalla presa di corrente la spina di alimentazione del Pc, attendere un minuto, quindi reinserirla. Un altro guasto banale e molto frequente che impedisce l’avvio del computer è la fuoriuscita parziale della scheda grafica Agp dalla sua sede: l’altoparlantino del Pc emette alcuni suoni ma lo schermo resta scuro o spento e il sistema operativo non si avvia. Per risolvere il problema è sufficiente togliere il coperchio del cabinet e spingere bene a fondo la scheda grafica nella sua sede. Ma ancora prima di fare queste verifiche, se il Pc non si accende del tutto è necessario eliminare l’ovvio: verificare se c’è corrente elettrica nella presa a 220 V da cui si alimenta; controllare o cambiare il cavo di alimentazione a 220 V e le eventuali prolunghe o spine multiple. Se il Pc si avvia ma non carica Windows, verificare di non aver dimenticato dischetti o Cd nei drive. Per escludere la presenza di cortocircuiti si può provare ad alimentare la motherboard dopo averla smontata dal cabinet. Se in queste condizioni l’altoparlante suona e l’alimentatore riparte, potrebbe esserci un cortocircuito tra un distanziale metallico del telaio e le piste sul lato inferiore della motherboard, oppure una vite caduta durante l’assemblaggio si era incastrata nello spazio tra motherboard e telaio del Pc. Altri insidiosi errori di montaggio coinvolgono i collegamenti delle ventole: alcune motherboard hanno un circuito di protezione elettronica che impedisce l’avvio del computer quando la ventola innestata nel connettore marchiato Cpu_Fan non genera un segnale tachimetrico compatibile con il chip “hardware monitor” della scheda madre. In questi casi, se la ventola è stata collegata per errore nel connettore sbagliato il computer non parte. Se l’alimentatore non eroga nessuna tensione e non esistono cortocircuiti dovuti a guasti o errori di montaggio, si può controllare l’integrità del suo fusibile di protezione interno con il tester da elettricista. Per accedere al fusibile è necessario aprire il coperchio dell’alimentatore, quindi è una verifica che non va fatta quando l’alimentatore è ancora in garanzia. Per evitare danni al tester e pericoli di “scosse” dovute alla carica immagazzinata nei condensatori dell’alimentatore, la prova si fa a computer spento e scollegato dalla rete elettrica da almeno cinque minuti. Nel 50% dei casi il computer non parte perché qualche scheda è fuoriuscita parzialmente dalla propria sede. La verifica di questo problema è facile: afferrare con una mano il bordo della motherboard dietro alla zona degli slot (per sostenerla), e spingere energicamente con l’altra mano le schede negli slot sino a quando entrano completamente. Se il computer riparte bisogna resistere alla tentazione di richiudere subito tutto e sperare che il difetto non si ripresenti: è chiaro che la scheda si è spostata a causa di un errore di assemblaggio, che va individuato e corretto per evitare recidive. Spesso la forza che scalza le schede di espansione dipende dalla posizione sbagliata della scheda madre. Per correggere il difetto si devono allentare le viti che fissano la motherboard al telaio, spingere le schede in posizione e poi serrare di nuovo le viti. La loro testa non deve essere troppo grossa, e per evitare cortocircuiti involontari è meglio isolarla con le apposite rondelle. Verificare anche la posizione, l’altezza e il numero dei distanziali che sostengono la motherboard. Il rischio più grande che si corre montando da sé il computer è quello di vedersi rifiutare la sostituzione gratuita in garanzia dei componenti guasti. Alcuni venditori, per tutelarsi contro gli assemblatori poco capaci, sostituiscono i componenti guasti solo quando si porta al loro laboratorio l’intero computer e si paga il costo dell’intervento. È un servizio aggiuntivo che viene generalmente apprezzato, perché un tecnico esperto sa trovare la causa dei difetti e rimedia agli eventuali errori di montaggio, ma può dare fastidio a chi ritiene di saper fare da solo la diagnosi del guasto. Per evitare spiacevoli contestazioni bisogna sempre chiedere prima dell’acquisto quale sia la procedura da seguire se il computer o i componenti non funzionano.

Autore: ITespresso
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