Exprivia/Italtel: il doppio nome è troppo. A breve un nuovo brand unico

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Lo hanno confermato i vertici di Exprivia a margine della presentazione del Piano Industriale 2018-2023. Spazio ai mercati verticali e focus sui mercati europeo e internazionale, specie Latam

Dopo la partecipazione dell’81% nel capitale Italtel, perfezionata lo scorso dicembre, Exprivia ha deciso che il doppio nome è troppo e si sta pensando a un brand unico. Lo ha confermato Domenico Favuzzi, presidente di Exprivia e di Italtel, a margine della presentazione del Piano Industriale 2018-2013. Sempre a margine, Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtelha sottolineato come lo sviluppo internazionale della società poggi su due pilastri: Germania e Spagna come trainanti, meno bene in Francia, una sorpresa positiva derivante da un recente successo in Inghilterra. “Sul mercato internazionale, forte richiamo dal Latam (Latino Americhe) con una forte ripresa in Brasile, mercato argentino, del Perù, Colombia Equador e avvio in Nord America. Latam – spiega Pileri – è un mercato dinamico e volatile. Non faremo il risultato 2018 a livello internazionale ma lo compenseremo con il risultato sul mercato domestico, anche se continueremo a dare il via a uno sviluppo internazionale, confermando i dati a venire”.

Stefano Pileri

Con il piano industriale illustrato oggi a investitori e analisti, il gruppo punta a raggiungere ricavi fino a 760 milioni di euro al 2023, con un incremento di più di 150 milioni rispetto al 2017 e un CAGR del 3,8%. La composizione dei ricavi si modificherà nel corso della durata del piano incrementando la quota realizzata all’estero, che si prevede di aumentare dal 29% dei ricavi totali registrato nel 2017, fino al 40% nel 2023. In questo quadro è ritenuto di importanza rilevante il contributo proveniente dalle sinergie derivanti dall’integrazione sui mercati di riferimento di Exprivia|Italtel, che nel 2023 è previsto raggiungano un valore fino a 60 milioni di euro.

Domenico Favuzzi

L’EBITDA è previsto raddoppiare nel periodo del piano, passando da 36 milioni di euro del 2017 (dato aggregato adjusted al 31 dicembre 2017) a 76 milioni del 2023 (con una incidenza del 10% sui ricavi), a cui corrisponde un risultato netto atteso pari a 29 milioni di euro.
L’indebitamento finanziario netto nel piano diminuisce, da -226 milioni di euro del 2017 ai circa -120 milioni nel 2023; di tale ammontare le linee committed coprono circa il 75% nel periodo.

I vertici della società parlano di un nuovo concetto di system integrator. “Evolve il modello che è molto diverso dallo sviluppatore software o dal multicloud attraverso l’idea di attività automatizzate attraverso soluzioni ma componenti e competenti nel modo in cui i clienti fanno business”. Focus sui mercati e segmenti verticali e sui mercati internazionali, come ha sottolineato Favuzzi. “La tecnologia digitale sta avendo e avrà impatti sempre più pervasivi in tutti i settori di mercato”, ha affermato Pileri indicando alcuni esempi significativi delle innovazioni indotte dalla trasformazione digitale in atto: “Le iniziative ‘Industria 4.0’, che possono rilanciare la produzione nei grandi paesi industrializzati; il forte impatto potenziale delle Smart Cities sulla vita dei cittadini e sul rispetto dell’Ambiente, a partire dall’ecosistema della mobilità e delle auto a guida autonoma; il successo della continuità di cura basata sul digitale e sul territorio necessaria al sistema sanitario per sostenere l’aumento della durata media della vita e le relative malattie croniche; l’evoluzione dell’ecosistema della televisione e dei media verso una crescente qualità e interattività; l’innovazione delle reti elettriche con l’integrazione di fonti rinnovabili e discontinue verso le cosiddette Smart Grid: sono alcuni esempi di settori in cui si riescono a mescolare competenze tipiche del mondo delle telecomunicazioni, che sta accelerando verso il 5G, assieme a competenze di sviluppo di applicazioni IT, sempre più intelligenza artificiale, che indicano la vastità delle possibili attività per un gruppo integrato come il nostro”.

Molto importante è il manufacturing e le assicurazioni, i vertici aziendali hanno sottolineato la crescita. I vertici hanno ricordato la partnership con Cisco, che detiene una percentuale nel capitale sociale di Italtel, che insieme a Sap e Murex rappresentano una partnership importante.

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