Facebook ha condiviso i dati anche con Huawei

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Facebook raddoppia gli utili, grazie al Mobile

Accesso privilegiato alle API di Facebook anche per Huawei. Il social network si difende sostenendo che l’accesso alle informazioni è possibile ma i dati comunque restano sui device. Huawei dichiara di non avere mai raccolto né archiviato dati degli utenti Facebook

I problemi per Mark Zuckerberg diventano sempre più grossi e Cambridge Analytica potrebbe rappresentare solo la prima delle nuvolette di una grande perturbazione. Dopo quella prima criticità che ha portato Zuckerberg al Congresso USA, dopo la conferma che sì, i dati degli utenti sono stati condivisi anche con i grandi attori IT, il caso sotto la luce dei riflettori oggi relativo alla condivisione dei dati con Huawei (e altre aziende cinesi) assume tutt’altra connotazione perché Huawei è un vendor cinese di tecnologia e non solo consumer, considerato anche il riconosciuto valore della proposta nell’ambito delle telecomunicazioni e del cloud e come tale attentamente monitorato dal Governo USA. 

Secondo quanto riportano più fonti, e secondo quanto ammette la stessa Facebook, il social network ha fornito al gigante cinese un accesso speciale ai dati degli utenti, dal 2010, anno in cui risale l’accordo di accesso. Non è solo un problema di privacy perché Huawei è da tempo nel mirino dei provvedimenti commerciali (e politici) restrittivi degli Usa. Il Times, che ha svelato la maggior parte dei dettagli di questa vicenda, rivela anche come l’accordo con Huawei entro la fine di questa settimana dovrebbe decadere.

Mark Zuckerberg intervistato a Mwc2014
Mark Zuckerberg nell’occhio del ciclone

Facebook si difende come ha già fatto: gli accordi sarebbero sempre stati conseguenza della volontà di garantire la migliore esperienza del social network e del device agli utenti finali. Sembra anche che gli accordi di Facebook con altre aziende cinesi come Lenovo e Oppo, non siano assolutamente diversi da quelli stretti con Huawei, ma soprattutto che in ogni caso tutte le informazioni, necessarie per lo sforzo di integrazione dell’app con i device, siano sempre rimaste sui device e mai sui server Huawei. Insomma, la querelle sui dati dei device Huawei non sarebbe da nessun punto di vista diversa da quella già aperta qualche giorno fa, se non che – appunto – Huawei è un’azienda cinese. 

Il problema maggiore per gli USA è proprio quest’ultimo. Con l’era Trump si è aperta una serie di fronti di lotta contro le aziende dell’est: con Kaspersky, ZTE e Huawei, non si può nemmeno parlare di semplice protezionismo commerciale. In questo caso non mancano a supporto delle richiesti di chiarimenti in corso anche i contributi della parte democratica USA.

Cnet per esempio riporta che il senatore  Mark Warner,  massimo rappresentante democratico del Senato Intelligence Committee, ha sottolineato come  le preoccupazioni su Huawei non siano nuove, e ha citato un rapporto del Congresso del 2012 sulle “strette relazioni tra il Partito Comunista Cinese e produttori come Huawei”. Il senatore si è mostrato altresì molto sarcastico sulla difesa di Facebook per cui con l’accesso privilegiato concesso a Huawei sulle API dell’app social, Huawei non avrebbe potuto inviare le informazioni ai server cinesi. 

In chiusura di giornata riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota stampa ufficiale di Huawei, coinvolta nel caso e una dichiarazione di Francisco Varela, Vice President of Mobile Partnerships di Facebook, rilasciata a Reuters.
Il vendor cinese dichiara: “Huawei, come tutti I principali produttori di smartphone, ha lavorato insieme a Facebook per rendere i suoi servizi maggiormente fruibili da parte degli utenti. Huawei non ha mai raccolto né archiviato alcun dato degli utenti di Facebook”.

Varela precisa i concetti con cui abbiamo argomentato e commentato i fatti riportando le fonti più autorevoli: “Facebook, come altre aziende americane di tecnologia, ha collaborato con Huawei e con altri produttori cinesi, per integrare i propri servizi su questi telefoni. Questo processo per rendere Facebook compatibile con gli smartphone Huawei, così come con quelli di altre aziende cinesi quali Lenovo, Oppo e TCL, è stato controllato fin dall’inizio e abbiamo approvato le esperienze di Facebook che queste aziende mettono a disposizione per i consumatori; tenuto conto dell’interesse del Congresso, vogliamo precisare che tutte le informazioni di questa integrazione con Huawei sono state memorizzate nel dispositivo e non nei server di Huawei”.

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