Fattura elettronica, come fare per trovarsi pronti

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Cinque domande e cinque risposte sulla fatturazione elettronica B2B e B2C. Come farla (anche per i privati), quando, chi è obbligato ad emetterla, come conservarla

Almeno la data è certa. Con l’anno nuovo, dal 1 gennaio 2019, scatta l’obbligo di fatturazione elettronica tra i privati (B2B e B2C), anche se si avranno a disposizione ancora sei mesi di tempo prima di incorrere nelle sanzioni. Il tempo servirà un po’ a tutti, probabilmente anche all’Agenzia delle Entrate il cui ruolo con la E-fattura sarà ancora più “centrale”.

Cosa serve per emettere l’E-Fattura

Spetta all’Agenzia  il compito di offrire il sistema di interscambio (SdI) tra chi emette la fattura, chi la riceve, e l’Agenzia stessa, oltre al software gratuito per la conservazione (comunque tutte le software house si sono ovviamente già attrezzate per offrire prodotti alternativi e ovviamente autorizzati).

I titolari di partita Iva si troveranno ad emettere il documento fiscale in formato XML, e tramite un codice identificativo fornito dalla stessa Agenzia o tramite la PEC sarà possibile ricevere la fattura e adempiere a tutti gli obblighi del caso. Le imprese e i professionisti in ogni caso possono ricevere le fatture anche tramite un intermediario appositamente nominato.

Quando bisogna emettere la fattura elettronica 

Non cambiano le regole stabilite riguardo i tempi di emissione del documento ma il documento che diventa elettronico pone vincoli molto più stretti in alcuni casi. Per esempio nel caso dello scambio di servizi, la fattura andrà emessa entro la fine del giorno in cui è stato effettuato il pagamento. Secondo quanto è stato previsto dal provvedimento attuativo n. 89757/2018 e la circolare n. 8/E 

E’ facile comprendere come questa norma in verità renda tutto molto difficile, e per fortuna del 1 luglio 2019 la regola è destinata a lasciare spazio al cambiamento per cui la fattura dovrebbe poter essere emessa entro 10 giorni.

Fattura Ordinaria e Codice Destinatario
Fattura Ordinaria e Codice Destinatario

Questa possibilità, con l’assenza di sanzioni nei primi sei mesi, non dovrebbe creare motivi d’ansia ai professionisti. Restano immutate le normative relative alla possibilità di fatturazione differita come già normate.  Per approfondire questo tema che resta particolarmente spinoso consigliamo le pagine di Fisco7.

Alcune particolarità del flusso di lavoro sulla Fatturazione Elettronica in ambito B2B e B2C. Il destinatario della fattura in questi casi non può scegliere di Accettare o Rifiutare il documento.
Scompaiono quindi i documenti e i flussi di notifica. Quando il SdI non sarà in grado di consegnare la fattura al destinatario quest’ultimo riceverà solo un documento che attesta l’ avvenuta trasmissione della fattura e la relativa impossibilità di recapito.

Chi può NON emettere la fattura elettronica

Non tutti ovviamente sono obbligati alla fatturazione elettronica. Chi ha adottato il regime di vantaggio e a forfait non è tenuto all’obbligo, ma rientra comunque nel regime di obbligatorietà quando è fornitore della PA, e ovviamente non è tenuto alla fatturazione elettronica l’azienda o il professionisti che emettono fattura verso soggetti fiscali stranieri, anche se all’interno dell’UE. 

E se il destinatario è un privato?

Anche in questo caso la E-Fattura è obbligatoria ed è obbligatoria la gestione del documento tramite il sistema Sdi, in questo caso, non essendoci per il privato l’obbligatorietà di avere una PEC o il cosiddetto “codice destinatario”, l’emittente compilerà quest’ultimo campo semplicemente con sette zeri, e invece compilerà ovviamente quello relativo al codice fiscale.  

Come si conserva l’E-Fattura

La fattura elettronica, che sempre transita dal sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate e viene consegnata tramite PEC o tramite un canale digitale gestito deve essere conservata secondo i dettami della Circolare 13/E/2018. Oltre al formato Xml, la fattura può essere conservata anche in Pdf, Jpg o nel semplice formato testo, fatti salvi i requisiti minimi riguardanti l’apposizione della marca temporale, accessibilità, estrazione e ovviamente la NON modificabilità del documento. 

 – La guida completa in PDF dell’Agenzia delle Entrate

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