Febbre da Bitcoin, ma valgono sempre le stesse regole

Autorità e normative
Bitcoin, la moneta virtuale da 14 miliardi di dollari

Bitcoin sottoposto ai primi future al Chicago Board Options Exchange: i timori (infondati per ora) dell’ennesima bolla, le speculazioni sulla cryptovaluta che in questa fase è più “sfruttata” come merce da collezione e che aspira a un futuro da valuta “vera”

Le ultime giornate all’insegna della domanda fatidica “vale la pena puntare sui BitCoin?” hanno evidenziato prima di tutto che – per quanto siano rivoluzionarie le cryptovalute – il valore di Bitcoin in questi giorni non è per nulla legato a cosa esso sia, ma è legato invece più che altro al fatto che in questa fase tutti “lo cercano”.
Plateroti, Il Sole 24 Ore, dice bene quando commenta che in questa fase il mercato Bitcoin è comparabile in un certo senso al mercato dell’arte.

E’ chiarissimo infatti che il suo valore non è assolutamente da rapportare alle fluttuazioni del mercato valutario tout court, così come è palese che le sue oscillazioni rappresentano i tratti di un mercato che non ha in questa fase raggiunto alcuna stabilità, ma soprattutto è da riconoscere che poiché i Bitcoin vanno “estratti” e non sono “emessi” da una Banca Centrale e al momento ne sono in circolazione già 16 milioni (pochissimi rispetto a qualsiasi altra valuta) le fluttuazioni risentiranno tanto, tantissimo dell’idea di “collezione” prima ancora di rispecchiare l’apertura dei mercati al riconoscimento del valore delle cryptovalute, tanto è vero che per un Bitcoin, ve ne sono tante altre che non valgono quasi nulla.

Bitcoin, la moneta virtuale da 14 miliardi di dollari
Bitcoin, la moneta virtuale potrebbe farsi strada nell’economia reale anche grazie ai future

Da mezzanotte, comunque, Bitcoin è una scommessa, un future, per cui è possibile puntare sul suo andamento e acquistarla a un determinato prezzo per entrarne in possesso in futuro appunto a una data certa, qualsiasi sia il suo valore a quella data, avendolo fissato in anticipo.

I contratti  al Chicago Board Options Exchange con scadenza 17 gennaio nelle prime ore hanno riguardato la maggior parte dei 2500 sottoscritti, il future Bitcoin ha aperto con la quotazione a 15 mila dollari. Dopo sei minuti di contrattazione il suo calore era cresciuto dell’11 percento.

Poi Bitcoin è schizzato verso l’alto, in poche ore ha superato anche quota 18mila dollari, sito in tilt. Alcuni analisti credono che effettivamente i volumi sul future delle contrattazioni possano spingere al rialzo anche la fiducia nello “strumento” Bitcoin il cui valore odierno si è attestato sui 16700 dollari.

Ci vuole ben altro in verità, ma è quello che comunque speriamo, di sicuro per il momento, anche se questa attenzione fosse semplicemente una “bolla”, non si può dire si tratti di una bolla particolarmente pericolosa, nulla di nulla di nulla, anzi praticamente meno di una particella atomica, rispetto allo scherzetto di qualche anno fa da parte dei “soloni” sui mutui subprime di dieci anni fa…  

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