Free modem alliance: le catene distributive contro il monopolio delle telecom

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Alla Camera dei Deputati si è tenuta una riunione tra i rappresentati dell’associazione Free modem. Tra le voci, quella di Davide Rossi (Aires) che ha sottolineato lo stop da parte delle catene al monopolio delle Telco sulle vendite dei modem

Dopo l’ok dell’ Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), che ha dato seguito alle istanze sul tema del Modem Libero, alle quali le associazioni, tra cui Aires, hanno fatto seguito con numerose azioni mediatiche e istituzionali, si apre una fase di 30 giorni nella quale gli operatori di telecomunicazione cercheranno di contrastare l’impostazione raggiunta. Quali che siano lemotivazioni che hanno spinto l’Agcom a fare un passo di lato e lasciare prendere fiato a una situazione che, di fatto, andrebbe contro ai principi di regolamento europeo che parla di neutralità della rete e di apparati di comunicazione, le sintetizza Davide Rossi, direttore generale Aires, che ritiene questo obiettivo come una vittoria.

Davide Rossi

E proprio il 22 febbraio 2018, presso la Camera dei Deputati, è stata battezzata l’associazione del Modem libero, un’alleanza che ricopre tutto il mercato (provider, i rivenditori di dispositivi terminali, i fabbricanti, un movimento difesa dei consumatori…). Il consumatore è al centro. Secondo un documento Aires di qualche mese fa, “l’imposizione al consumatore di apparecchiature terminali proprietarie da parte della stragrande maggioranza delle compagnie telefoniche sta compromettendo il mercato dei Modem-Router in Italia. I dati Aires relativi al primo semestre 2017 hanno evidenziato un calo nelle vendite delle apparecchiature terminali “free standing” quantificabile in oltre il 30 %. Questo aspetto desta particolare apprensione soprattutto se si considera che la diffusione di connessioni a banda larga sta ancora – seppur faticosamente – crescendo per raggiungere tutte le aree del nostro Paese; nei principali Mercati a noi vicini si registra anche nel 2017 una sostanziale tenuta delle vendite nonostante il fatto che il Mercato sia molto più maturo e con ben più alte le percentuali di penetrazione delle reti telefoniche di nuova generazione”, si legge nel documento.

Ma il 22 febbraio è stato anche il giorno in cui gli operatori che stanno portando avanti il concetto di modem libero hanno parlato. Uno spaccato, anche coraggioso, di quello che è stato fatto, arriva proprio da Rossi, che rappresenta le grandi catene e attraverso le quali ogni cittadino può tranquillamente abbonarsi a un qualsiasi gestore telefonico o passare da un operatore all’altro, proprio all’interno degli spazi delle grandi insegne. Rossi sottolinea nel suo passaggio alla Camera come sia un intervento, questo, che costa fatica, un atto quasi di coraggio da parte delle insegne che han deciso di dire stop alle telecom e alla situazione di monopolio.

Stabilmente il mercato segnava meno 30% lo scorso anno in fatto di vendite di apparecchiature terminali “free standing”. Se una catena vende meno televisori, i produttori ne chiedono il motivo, allo stesso modo, se una catena vende meno telefonini, i produttori interrogano il direttore sulle motivazioni e, lo stesso direttore, può affermare che il mercato è saturo e la gente non compra più televisori o telefonini. A questo punto, i produttori si mettono a tavolino con le catene e si cerca di capire come recuperare questa perdita. Perchè non succede la stessa cosa con i produttori di modem? Nessuno dei produttori di apparecchi terminali, tranne Avm, ci ha segnalato il problema, eppure i dati di Gfk li vedono anche loro e parlano chiaro. Perché i country manager di questi produttori non si sono allarmati? Forse per paura delle telecom? Questa che stiamo portando avanti oggi è l’alleanza delle realtà che non chiede un accordo alle telecom e siamo qui nella casa della democrazia di questo paese per ribadirlo”, conclude Rossi.

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