GFK, nel 2018 +3 percento per elettrodomestici ed elettronica di consumo

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Il comparto ha tenuto nel 2018 per una crescita complessiva misurata ma concreta. Nell’ultimo trimestre ottima performance in controtendenza con i dati macroeconomici. I dati GFK commentati da Aires

GFK ha diffuso i dati definitivi riguardanti il mercato dell’Elettronica di Consumo in Italia nel 2018. Positivo il bilancio sia per i punti vendita, con una crescita dello 0,5 percento su base annua, positivo sia per la crescita di volumi e fatturato. Un dato ancora più confortante tenuto conto dei segni negativi in sequenza e i relativi fatturati in calo. 

Subito l’ottimo dato riguardante il mercato online.

Anche grazie alla modalità acquisto online e ritiro nel punto vendita che ha permesso di segnare una crescita del 20 percento, portando il segmento delle vendite a valore a un +14,6 percento, significa che ogni 100 euro spesi, nel comparto, 85 sono stati spesi in negozio, e circa il 15 percento tra siti e applicazioni. 

Bene il comparto della telefonia, con +6,7 percento, affiancato a +3 percento dei grandi elettrodomestici, hanno contribuito black friday e cyber monday,

Aires, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati, costituita nell’ottobre 2005, riunisce le principali aziende e gruppi distributivi specializzati di elettrodomestici ed elettronica di consumo, e aderisce a Confcommercio Imprese per l’Italia. Gli associati sono: Euronics (insegne Euronics e Euronics Point), Expert (insegne Expert, Comet, Grancasa, Sme), GRE (insegne Trony e Sinergy) e Unieuro (insegne Unieuro e Monclick).

Andrea Scozzoli, Presidente AIRES
Andrea Scozzoli, Presidente AIRES

Il presidente Andrea Scozzoli, così ha commentato:“Dopo i primi due trimestri non incoraggianti, la domanda ha ripreso quota nella seconda parte dell’anno e questo non può che darci coraggio per il 2019. Dovremo però affrontare al meglio i mesi che ci attendono perché è difficile non essere disorientati rispetto a previsioni molto ottimistiche da parte del Governo e, viceversa, estremamente pessimistiche di molti osservatori nazionali e internazionali. Certamente la sola idea di proporre una legge che restringa le giornate di apertura dei punti vendita ci sembra assolutamente illogica e senza dubbio depressiva dei consumi, specialmente in una fase così incerta. Auspichiamo che il vivace dibattito in corso consenta di pervenire quantomeno ad un rinvio di ogni decisione da parte del Parlamento così da meglio ponderare ogni eventuale decisione”.

Scozzoli esprime quindi un parere del tutto negativo sui provvedimenti che potrebbero restringere le giornate di apertura dei punti vendita, un tema su cui il dibattito è decisamente aperto e vivo.  

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