Giaccio (Johnson Controls): L’uomo è la cosa tecnologicamente più avanzata che ci circonda

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Ritratti 4.0 – Francesco Giaccio, Presidente e Amministratore Delegato della nuova Johnson Controls, spiega che il rapporto tra Iot e sicurezza è ancora conflittuale ma ripone fiducia in protocolli e standard nuovi che apporranno più fiducia in questo scenario

Francesco Giaccio, Presidente e Amministratore Delegato della nuova Johnson Controls, azienda che promuove innovazione, soluzioni integrate, intelligenti ed efficienti in particolare, punta su edifici intelligenti, soluzioni ad alta efficienza energetica, infrastrutture integrate e sistemi di trasporto di nuova generazione che lavorino insieme al fine di appoggiare città e comunità smart. In questo Ritratto 4.0, l’amministratore delegato, non solo si è espresso su alcune tematiche di stretta attualità, ma anche vere e proprie tematiche personali.

Chi è Francesco Giaccio?
Napoletano di origine, Ingegnere e adesso Presidente e Amministratore Delegato della Johnson Controls. Dinamico, proattivo, curioso e ambizioso, ho iniziato la mia esperienza formativa e lavorativa prima in Italia e poi all’estero, cercando di contaminarmi il più possibile col modus operandi internazionale.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?
Io penso che l’Internet of Things, attraverso la capacità di connessione di nuovi e interessanti device, dia origine a una serie infinita di opportunità in un mondo interessato da un’innovazione dirompente. I vantaggi che le connessioni esistenti tra questi dispositivi sono in grado di offrire, raccogliendo e passando dati agli utenti, ad altri dispositivi, ad applicazioni enterprise e soluzioni di analisi dei big data, sono evidenti. In questo modo però allarghiamo potenzialmente la superficie attaccabile e le aziende devono essere attente a investire in dispositivi aziendali che possano essere configurati e adattati coerentemente con le policy di security. Chiaramente il rapporto tra Iot e sicurezza è ancora conflittuale ma ripongo molta fiducia in protocolli e standard nuovi che apporranno più fiducia in questo scenario.

Se le dico Cloud cosa le viene in mente?
Un catalizzatore di novità! Il cloud è un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili. Questo network fitto e continuo, flusso ininterrotto di dati e informazioni, rende più fluida ed efficiente l’attività delle aziende.

Quali sono le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Penso che l’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’industria italiana non si traduca semplicemente nell’acquisto di nuovi macchinari e nuove tecnologie, ma nel modificare e migliorare i modelli produttivi e organizzativi; deve cambiare la cultura industriale. Qualunque strumento di intelligenza artificiale dev’essere comunque, a mio avviso, un supporto per una decisione che rimane umana, una sorta di “controllo qualità”.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Penso che nonostante abbiano oneri più elevati rispetto alle concorrenti estere direi amiche: come prescindere dall’accesso al credito per finanziare lo sviluppo necessario di un’azienda? Intraprendere dei processi di rinnovo e progresso tecnologico attraverso le società di credito è imprescindibile per il mondo IT.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Di definire delle linee guida del finanziamento in modo congeniale al progetto imprenditoriale e tecnologico dell’azienda richiedente, di dare sempre più ascolto ai problemi delle imprese nella corsa all’accesso al credito.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
Non credo che il rapporto con questa tipologia di società limiti lo sviluppo del mio business, cerchiamo sempre di mantenere relazioni buone e funzionali con i nostri stakeholder.

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
Come sappiamo ciò che spesso non si conosce spaventa e rimane nell’ambito dell’astrazione. Molte aziende sono ancora lontane dall’applicazione della digital transformation e dall’elaborazione di una digital strategy, ma io le considero fondamentali per essere competitivi in uno scenario di mercato in continua evoluzione.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Il Piano Calenda ha l’obiettivo di sostenere le imprese che investono in innovazione e in avanzamento tecnologico. L’Italia e le sue istituzioni diciamo che hanno “fatto squadra” intorno al Digitale. Spero vivamente che questa nuova linfa rappresenti in primis una rivoluzione culturale e una spinta agli investimenti nel settore.

I robot ci ruberanno il lavoro?
L’avvento dei robot nella catena economica sicuramente cambierà lo scenario del lavoro, evoluzione che non deve essere tuttavia osservata con timore. Secondo me il segreto deve essere una fisiologica interazione tra la macchina e l’uomo non dimenticandoci di quelle capacità emotive, cognitive e di creatività che soltanto l’essere umano possiede e può sviluppare.

Francesco Giaccio, Presidente e Amministratore Delegato di Johnson Controls Italia

Che idea ha dello smart working?
Il vero boom dello smart working come sappiamo si è avuto dopo il 2000. Con internet e la diffusione delle reti wifi centinaia e poi migliaia di dipendenti prima negli Stati Uniti e poi nel mondo hanno cominciato a fruire delle prime modalità di lavoro agile. Sono favorevole a questa particolare tipologia di lavoro che slega la produttività di un dipendente dal luogo in cui l’attività viene svolta. Non contano quindi le ore passate in ufficio, la presenza dietro una scrivania, né la precisione della marcatura del cartellino. L’importante per me sono i risultati che un lavoratore porta all’azienda.

Se dico Bitcoin cosa mi risponde?
Bitcoin mi fa venire in mente Blockchain: il database che viene mantenuto da tutti i partecipanti alla rete e che conserva tutte le transazioni effettuate dall’assegnazione della prima moneta. Non è la prima volta che una moneta virtuale viene proposta, ci sono stati esempi precedenti al 2008, ma tutti di durata breve perché caratterizzati da forme di centralizzazione che li hanno resi vulnerabili. Il Bitcoin è invece basato su un approccio diverso, che, combinando elementi innovativi, è molto più sicuro dei precedenti sistemi.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Penso che un’azienda debba veicolare il suo valore anche nelle piattaforme del nuovo millennio. Oggi non conta soltanto il saper fare ma anche il farlo sapere! Chiaramente occorre definire un tone of voice diverso in base al canale social di riferimento e al target che si intende raggiungere.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Dopo aver studiato Ingegneria Chimica all’Università Federico II di Napoli, ho frequentato prima un Master in Economia & Management e poi uno in Business Administration in Bocconi. Ho poi continuato la mia formazione all’estero in Management Development a Morristow nel New Jersey.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Le mie esperienze formative e professionali, sia in Italia che all’estero, afferivano all’universo dell’Ict. Sicuramente ho capito quanto la tecnologia potesse migliorare la vita delle persone rendendo i luoghi in cui viviamo, viaggiamo, lavoriamo più virtuosi e future proof.

A cosa deve il successo del suo lavoro?
Lo devo sicuramente all’impegno e alla dedizione costanti che dedico alla mia attività, alla mia azienda ed alla capacità di pormi sempre nuove mete, nuovi obiettivi da raggiungere. Gli stimoli sono la linfa del lavoro. Il successo è anche determinato dalle persone che mi circondano, dal mio team e dalla mia famiglia.

Quali sono i suoi hobby?
Uno dei miei preferiti è viaggiare, amo vedere posti nuovi, assorbire culture diverse e nuove visioni del mondo. “Contaminarmi” è qualcosa che il viaggiare mi porta a fare.

Francesco Giaccio, Presidente e Amministratore Delegato di Johnson Controls Italia

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale il difetto che proprio non le va giù?
Ciò che ammiro maggiormente nelle persone è la determinazione, un’ambizione sana che porta a trascendere i propri limiti. Il difetto che invece non mi va giù negli altri è l’ipocrisia… dire coi modi giusti ciò che si pensa è per me un valore aggiunto indice di trasparenza.

Direbbe grazie a…e perché?
Direi grazie alla mia famiglia perché nonostante le sfide continue, il tempo, che è sempre poco, è un punto cardine nella mia vita. Mi dà carica, energia e linfa vitale.

A chi chiederebbe scusa e perché?
Chiederei scusa ai miei tre bellissimi figli per il tempo che molte volte ho dovuto sottrarre a loro per potermi realizzare nel mondo del lavoro. Sono sicuro però che da grandi capiranno che tutto questo è stato fatto per cercare di garantire loro un futuro migliore. Penso però che non sia importante quanto tempo le persone passano insieme, ma l’intensità con cui vivono i momenti ed è esattamente questo quello che cerco di fare con loro.

Che tipo di adolescente era?
Ero sicuramente un adolescente curioso e proattivo con uno sguardo rivolto al futuro. Mi ha da sempre affascinato il mondo dell’innovazione, quello che poteva accadere e che poteva essere. Senza dubbio un ragazzo determinato che – grazie ai valori trasmessi dai miei genitori – ha sempre fissato obiettivi da raggiungere, facendo scelte di vita in funzione di questi.

 

Qual è l’oggetto tecnologicamente più avanzato che ha in casa sua?
Uno potrebbe pensare ad iPhone, iPad, PC, alla domotica di casa, alle reti wi-fi, ma credo che l’essere umano sia la cosa tecnologicamente più avanzata che ci circonda. La perfezione dell’uomo è, a mio avviso, ancora qualcosa di irraggiungibile con l’intelligenza artificiale. Pertanto senza ombra di dubbio direi i componenti della mia famiglia.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?

Dedico abbastanza tempo alla lettura delle mail per motivi di lavoro. Ormai il cellulare è diventato quasi una nostra propaggine naturale. Ma credo anche che leggere le mail, soprattutto per l’utilizzo improprio che ne viene fatto oggi, non sia lavoro ma semplicemente un modo molte volte sbagliato di comunicare. Cerco pertanto di ritagliarmi molto tempo a casa ed in ufficio a pensare e a comunicare in maniera verbale, piuttosto che stare ore davanti al pc a rispondere alle mail.

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Se fossi un piatto sarei una buona pizza Napoletana! Mi ricorda i sapori e i colori della mia terra, che porto sempre nel cuore. Nel 2017 è anche diventata Patrimonio Unesco: la cucina, quella buona, è arte e va tramandata nel tempo.

Francesco Giaccio, Presidente e Amministratore Delegato di Johnson Controls Italia

Se fosse un quadro?
Se fossi un quadro sarei “La notte stellata” dipinta dal pennello incantato di Vincent Van Gogh. L’opera raffigura la vitalità della notte che con le luci delle stelle e della luna illumina, rende magico e pieno di estremo fascino il paesaggio.

Se fosse un film?
Se fossi un film sarei Matrix, non solo per la complessa architettura che lo contraddistingue ma soprattutto per i temi affrontati. Il protagonista deve salvare l’umanità dalla schiavitù delle macchine: il contrasto tra realtà apparente e verità è uno dei punti più interessanti.

Se fosse una stagione?
Se fossi una stagione sarei l’estate. Mi ricorda il mare del golfo di Napoli, i profumi e i colori che pervadono quei luoghi soprattutto in quel periodo dell’anno.

Se fosse una tecnologia?
Se fossi una tecnologia mi piacerebbe essere una soluzione che sia in grado di migliorare la qualità della vita delle persone e che non diventi mai obsoleta ma capace, invece, di evolvere in base ai cambiamenti della società.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Senza ombra di dubbio cercherei di sviluppare qualcosa di personale da poter lasciare ai posteri. Un’azienda, un’associazione, un’attività industriale.

Se avesse una bacchetta magica…
Se avessi una bacchetta magica vorrei che il mondo non corresse più a due velocità, che tutti avessero diritto alla felicità e a seguire le proprie inclinazioni. Quello che a noi sembra scontato dall’altra parte del mondo è una chimera. Vorrei consegnare ai miei figli un mondo più giusto.

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