Gli italiani spendono, i dati dell’osservatorio Findomestic

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Vola l’e-commerce e nasce la figura del consumator ‘connesso’ che ama acquistare beni in qualche modo da utilizzare collegati alla Rete e di fascia premium

Sono in crescita di 21,14 miliardi di euro (+2 percento) rispetto al 2017 i consumi degli italiani quest’anno, per una spesa totale che vale oltre mille miliardi e 80 milioni. Numeri che documentano un trend positivo consolidato oramai da cinque anni ( +8,65 percento dal 2014).

Lo dicono i dati dell’Osservatorio dei Consumi Findomestic 2018 (realizzato in collaborazione con Prometeia), che dimostrano che il mercato dei beni durevoli è cresciuto dell’1,5 percento in valore, con un incremento doppio nel comparto casa (+2 percento) rispetto a quello dei veicoli (+1 percento ).

Si può parlare soprattutto di boom dell’e-commerce: si stima un aumento in valore del 16 percento  a fine anno. 

Il mercato dei beni durevoli vale 83 miliardi e 203 milioni, distribuiti fra il settore dei veicoli (53 percento) e quello della casa (47 percento). Se i consumi totali sono cresciuti in valore mediamente dell’1,8 percento nell’ultimo quinquennio, il mercato dei durevoli è migliorato in media del 4,7 percento. Il mercato dei veicoli pesa per il 3 percento sui consumi totali, con un incremento dell’incidenza dello 0,7 percento  rispetto al 2014.

Il mercato delle auto

Nell’anno che volge al termine le vendite di veicoli risultano in crescita dell’1,6 percento in volume, mentre i prezzi sono in calo dello 0,5 percento .

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Il primato per giro d’affari spetta alle auto usate con quasi 19 miliardi di euro, mentre il mercato delle auto nuove, secondo le stime di Prometeia, a fine anno raggiungerà 17,6 miliardi di euro per un totale di 1.932.000 immatricolazioni con una contrazione del 2,1 percento in valore e del 2,9 percento  in volume: una quota di equilibrio per il mercato italiano, in assenza degli incentivi alla rottamazione che avevano spinto la domanda nei primi anni 2000. 
Calano le immatricolazioni dei privati e frenano le auto aziendali vi contribuisce la situazione economica e l’incidenza importante sul budget domestico dei beni durevoli.

Anche se il primato è a rischio, più di un’auto su due (54 percento) di nuova immatricolazione è alimentata ancora a diesel, nonostante il calo del 10 percento registrato quest’anno. Le auto a benzina crescono del 4 percento e raggiungono una quota del 33 percento, mentre quelle con alimentazione alternativa aumentano del 15 percento per una fetta di mercato pari al 13 percento.

Le ibride/elettriche sono in aumento del 40 percento e valgono un terzo di quelle con alimentazione alternative. I veicoli a metano crescono del 23 percento mentre sono in lieve flessione (-0,6 percento) quelli a GPL.

Il mercato dell’usato cresce in valore del 3,5 percento e in volume del 3 percento, ma mostra un rallentamento rispetto al 2017 quando la domanda era stata sostenuta da un’immissione record di vetture a km 0 (+49 percento  la variazione rispetto al 2016).

La propensione all’acquisto di vetture usate è favorita non solo dall’incertezza della situazione economica, ma anche dall’offerta particolarmente vivace nel segmento delle km 0 e delle vetture provenienti dal noleggio. Se sul mercato del nuovo si sta registrando un progressivo ‘abbandono’ del diesel, nell’usato le compravendite di auto a gasolio si mantengono in crescita (+6 percento).

A casa i consumi più smart e premium

Secondo i dati elaborati da Prometeia il settore casa nel 2018 cresce del 2 percento in valore: un ‘segno più’ che è il risultato dell’accelerazione dei prezzi medi (+2,7 percento) e della leggera contrazione dei volumi di vendita (-0,6 percento).

Non una variazione contingente, come sottolinea Claudio Bardazzi responsabile dell’Osservatorio Findomestic: “Siamo nell’era del consumatore ‘connesso’ che acquista sempre più beni collegati alla Rete, multifunzionali e di fascia premium”.  Non a caso nell’ultimo anno il segmento della tecnologia consumer è calato in volume del 2,7 percento  ma ha visto una crescita media dei prezzi del 5,6 percento

L’Osservatorio Findomestic rileva per il 2018 un +10,6 percento di fatturato per il segmento telefonia con un fatturato che sfiora i 6 miliardi di euro. I dati evidenziano la preferenza degli italiani soprattutto per gli smartphone di alta gamma: infatti le unità vendute sono in flessione del 2 percento (decretando la conclusione del processo di sostituzione dei telefoni di vecchia generazione), ma i prezzi sono in ascesa del 12,9 percento.

 Il decremento dell’1,1 percento in valore per l’ITè ancora più pesante se si guarda all’andamento dei volumi, in flessione del 3,4 percento. A contribuire negativamente sono tablet (-12 percento) e PC portatili (-3,5 percento) che, insieme valgono quasi la metà del mercato. Un contributo positivo arriva dalle cartucce per stampanti, (+3 percento), da monitor (+20 percento) e videogiochi con accessori (+11,5 percento).

La dinamica positiva dei prezzi (+9,4 percento) contiene il calo del fatturato del settore fotografico. Per le macchine digitali (73 percento del mercato) la contrazione è dell’1,7 percento, mentre per reflex e obiettivi intercambiabili (27 percento del mercato) il decremento è dell’1,5 percento. Il crollo delle vendite e del volume d’affari è dovuto prevalentemente alla diffusione degli smartphone, in grado di garantire una qualità dell’immagine sempre maggiore.

L’e-commerce galoppa

Negli ultimi 5 anni il mercato dell’e-commerce è passato dai 14,3 miliardi del 2014 ai 27,4 miliardi di euro del 2018, crescendo di anno in anno a due cifre e apprestandosi a chiudere l’anno con un incremento in valore del 16 percento.

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Si parla sempre più di consumatore ‘connesso’

L’e-commerce è composto per il 44 percento da servizi, con il turismo che ricopre la quota più ampia (35,8 percento), e per il 56 percento da prodotti tra cui spiccano quelli dei comparti informatica e elettronica (16,8 percento), abbigliamento (10,6  percento), arredamento, food & grocery e editoria.

Tra i beni durevoli, secondo l’Osservatorio Findomestic, nel 2018 risultano in forte crescita i mobili (+50 percento), l’elettronica di consumo (+30 percento), l’home comfort (+24 percento) e la telefonia (+23 percento). Online si comprano meno soltanto i prodotti della fotografia (-7 percento), che però continua a rappresentare il segmento in cui l’incidenza dell’e-commerce è più elevata (con un peso del 26 percento.) 

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