Google paga ad Apple 9 mld per essere il motore di ricerca predefinito di Safari

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Apple e Google non hanno mai rilasciato dichiarazioni sull’accordo, ma secondo fonti autorevoli Big G per il 2018 pagherebbe 9 miliardi di dollari a Cupertino per avere Google come motore di ricerca predefinito sul browser Safari nei dispositivi iOS

A Google costerà 9 miliardi di dollari nel 2018 e  dovrebbe costare 12 miliardi nel 2019 poter essere il motore di ricerca predefinito per gli internauti che utilizzano Safari sui dispositivi Apple.

La fonte è un report dell’analista Rod Hall di Goldman Sachs, ripreso da Business Insider a fine settembre, con tutti i benefici del dubbio su cifre che ovviamente non sono (e non potrebbero essere) certo confermate né da Google, né da Apple.

Potrebbero sembrare numeri importanti, ma lo sono relativamente, considerati i ricavi pubblicitari poi di Google che in questo modo può assicurarsi di essere il motore di ricerca predefinito su smartphone e tablet tra i più venduti al mondo in assoluto. 

Più della notizia in sé (già si sapeva che accordi di questo tipo potessero essere in atto) è interessante notare l’incremento di questo ‘canone’ anno dopo anno.

Apple Safari – il Browser predefinito di Apple su iOS e Mac OS

 

La prima volta in cui emersero prove concrete di un accordo di questo tipo, infatti, è stata qualche anno fa. Nel corso della battaglia legale tra Google e Oracle, Annette Hurst, legale di Oracle, aveva dichiarato che, nel 2014, Apple avrebbe ricevuto un miliardo di dollari proprio per ‘ospitare’ Google su Safari e che quell’importo rappresentasse una percentuale importante dei ricavi ottenuti con la pubblicità.

Importante sì, ma ancora vantaggiosa se effettivamente, come le fonti riportano, ben il 50 percento di tutti i ricavi da pubblicità del motore sono effettivamente generati sui dispositivi iOS. 
Secondo altre fonti la cifra pagata da Google sarebbe sensibilmente lievitata dall’anno scorso a quest’anno. Nel 2017 infatti il fee di presenza sarebbe stato di 3 miliardi.  In ogni caso Google deve aver fatto bene i suoi conti, anche considerato che dopo Chrome, è proprio Safari ad avere la quota di market share in assoluto più alta (59,7 vs 14 percento circa, ma negli USA 39 percento vs 31 percento). 

Apple in ogni caso non è stata legata esclusivamente a Google, quando si parla di motori di ricerca. Il suo assistente digitale sul Web, Siri, ha sfruttato l’intelligenza ora in Microsoft Bing dal 2013 all’estate del 2017. 
Il futuro potrebbe rivelare altre sorprese, se consideriamo il margine risicato di ulteriore espansione che può avere Apple in volumi con i device attuali, mentre lo spazio per la vendita dei servizi, in ottima crescita nell’ultima trimestrale, è decisamente più ampio. 

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