Huawei galoppa nel mercato smartphone, ma i guai negli Usa sono seri

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I dati Canalys fotografano nell’ultimo trimestre 2018 la crescita impietosa di Huawei nel mercato smartphone. I problemi negli Usa però sono più di un campanello di allarme

La Cina è considerata già oggi una super potenza a livello mondiale, non ancora pronta a ricevere il testimone dagli Usa per quanto riguarda l’impronta finanziaria, ma certo consapevole di poterlo fare, quando arriverà il momento opportuno, mentre la preoccupazione attuale sembra per il Paese la capacità di gestire la formazione della nuova ‘classe media’.

Diverso ragionamento invece richiedono invece i fatti più recenti che riguardano la capacità di depositare nuovi brevetti e portare sul mercato tecnologie di valore sviluppate in casa. La Cina è ancora indietro da questo punto di vista, ma sta imparando, e le dispute di questi giorni tra il governo americano e Huawei devono necessariamente essere lette in questa prospettiva.

La figlia del fondatore Zhengfei non può lasciare il Canada in attesa del procedimento di estradizione, l’attività illecita di cui sarebbe ritenuta responsabile la sua azienda è durata dieci anni, e riguarderebbe il furto di segreti industriali e la violazione dell’embargo.

I singoli episodi, con gli incaricati tecnici di Huawei che rubano il braccio del robot Tappy, sono solo il termometro di un’escalation di accuse che vedono di fatto manifestarsi le paure degli Usa di dover presto cedere anche lo scettro della capacità di sviluppare brevetti strategici nei diversi ambiti. Ricordiamo infatti che la querelle era già tema di attualità riguardo lo sviluppo di infrastrutture 5G da parte di Huawei negli Usa. 

Intanto c’è un dato certo: Huawei, con il mercato degli smartphone flat ha fatto numeri da record, non è riuscito farli invece nemmeno a Apple. I dati di Canalys relativi alle vendite dell’ultimo trimestre 2018 sono impietosi e il management della Mela sembra ben consapevole di quanto il fattore prezzo abbia giocato un ruolo importante. 

Il contesto si riassume in due righe: le persone, di fronte al rallentamento delle novità tecnologiche importanti, semplicemente tengono in tasca il loro smartphone più a lungo. E a ragione, considerati anche i prezzi senza senso dei modelli top di gamma di Apple e Samsung, giusto per fare un esempio. E così mentre Huawei anno su anno nel confronto degli ultimi trimestri del 2018 e del 2017, ha marcato una crescita del 47,3 percento, Apple invece ha perso oltre il 7 percento e Samsung oltre il 5 percento.

A fare compagnia a Huawei c’è solo Oppo, che cresce però di meno della metà, 20,6 percento e complessivamente anche Xiaomi alla fine delude, dopo tutti gli sforzi attestandosi a livello mondiale, secondo Canalys solo al 7,3 percento di market share rispetto al 7 percento dell’anno precedente. Ultima nota: di sicuro per tutti gli altri vendor è un vero bagno di sangue, con la decrescita annuale del 27,6 percento.  

Canlays – Mercato smartphone Q4 2018

Aprendo le prospettive a tutto l’anno 2018 rispetto al 2017, Apple limita i danni (sono gli ultimi modelli presentati ad ottobre a non essere andati bene) con una decrescita dell’1,7 percento, mentre Samsung conferma la decrescita media del 7,2 percento. In questo caso, cioè dalla fotografia dell’anno nel suo complesso, sono Huawei a Xiaomi a fare la parte del leone con percentuali di crescita del 34 e del 31 percento, mentre Oppo si limita a +6,9 percento. Confermato invece il bagno di sangue per i vendor minori per volumi di vendita.

Una nota, importante. Samsung deve ancora calare il proprio asso con i nuovi modelli Galaxy S che arrivano a febbraio. Potrebbe essere strategico riuscire a dare dimostrazione di capacità di innovare, ma anche di incontrare il mercato. Con i prezzi mantenuti in modo da non superare in ogni caso i mille euro, Samsung potrebbe tornare a riproporsi in un mercato come il nostro come competitor da rivalutare nella prospettiva di chi ha trovato in Huawei lo stesso valore a prezzi complessivamente più convenienti. Huawei, proprio a partire dal primo trimestre del 2019 dovrebbe non riuscire a confermare risultati così importanti. Soprattutto oltre Oceano.   

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