I bambini preferiscono lo smartphone anche ai dolci, lo dice una ricerca Symantec

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Gli smartphone sono il passatempo preferito da parte dei bambini e vincono su tablet, videogiochi, TV, dolci e caramelle. 7 regole d’oro per aiutare i genitori a gestire il rapporto dei figli con lo smartphone.

Norton by Symantec, leader nel campo della sicurezza informatica, ha dedicato una ricerca allo studio del rapporto tra genitori e figli in relazione all’utilizzo dei dispositivi mobile (smartphone e tablet). Sviluppata in 10 paesi dell’area Emea, su un campione di quasi 7mila genitori intervistati, compresa l’Italia, la ricerca My First Mobile, fa emergere diversi dati e spunti di riflessione sui tempi e modalità di utilizzo da parte dei bambini dei device connessi.

Ecco quali sono le più importanti evidenze. Prima di tutto dalla ricerca emerge come i genitori si sentano in colpa per la quantità di tempo che trascorrono online in presenza dei loro figli, mentre i bambini rimproverano i più adulti di passare troppo tempo “incollati” allo schermo di uno smartphone con dati che sottolineano inoltre come le famiglie di oggi siano ancora alla ricerca di un giusto equilibrio rispetto al tempo e alle modalità adottate nell’utilizzo delle nuove tecnologie e di Internet. Vediamo i numeri.

Quasi 3 persone intervistate su 4 (73 percento in Emea, il 74 percento in Italia) pensano che i genitori addirittura stiano dando un cattivo esempio ai propri figli passando troppo tempo online, e 3 su 10 (il 36 percento europeo, il 32 percento in Italia) ammettono di essere stati sgridati dai figli per il loro comportamento. 

Un’altra evidenza particolarmente interessante riguarda le preferenze per gli smartphone da parte dei bambini.  Lo smartphone è il passatempo preferito per il 58 percento di essi in Emea, addirittura il 71 percento in Italia, e vince sui tablet (50 percento Emea, 60 percento Italia), i videogiochi (40 percento Emea, 55 percento Italia), la televisione (40 percento Emea, 63 percento Italia), i dolci e le caramelle (38 percento media Emea , 63 percento in Italia) e il cosiddetto “cibo spazzatura” (30 percento Emea, 37 percento in Italia).

Inoltre, risulta evidente che i bambini passano più tempo davanti allo schermo di uno smartphone che a giocare all’aperto (2h e 35m di media ogni giorno contro 1h e 58m in media passati all’aperto), con più di un quarto dei genitori che afferma che i loro figli trascorrono online più tempo di loro stessi.

Lo smartphone fa bene o fa male?

E’ una domanda senza risposta. Di sicuro bene non fa. Più della metà dei genitori (52 percento in area Emea, il 54 percento in Italia) afferma che il tempo trascorso sullo schermo di un dispositivo mobile influisce negativamente sulla qualità del sonno dei propri figli. I genitori si preoccupano anche degli effetti dannosi che i dispositivi hanno sui livelli di energia corporea (42 percento), le capacità relazionali in ambito sociale (40 percento), e addirittura sulla salute mentale (37 percento).

Spesso poi le preoccupazioni sono legate all’età di ‘iniziazione’ all’utilizzo dello smartphone. Non ci siamo mai scandalizzati di sostenere che si può tranquillamente evitare l’utilizzo dello smartphone fino alla fine della terza media. La media in Emea è più bassa: e i bambini ricevono il primo device mobile personale a 9 anni, mentre in Italia a 10; al contempo, i genitori nella media Emea pensano che l’età giusta sia 10 anni, e in Italia i genitori sono convinti invece che sia ad 11 anni.

A che età viene dato lo smartphone ai bambini?

Per una volta concordiamo quindi del tutto con la posizione di Bill Gates che afferma che non esiste un’età specifica più idonea per affidare un device personale ad un bambino, ma lui personalmente regalerebbe uno smartphone al proprio figlio non prima dei 14 anni. Allo stesso tempo riconosciamo come non sia facile concordare una modalità di utilizzo corretta, ma anche come ‘parlarne’ e dialogare in proposito sia l’unico modo per trovare una soluzione valida. Anche per questo sposiamo alcuni dei consigli di Norton che emergono dai risultati della ricerca. 

  1. Stabilire regole e linee guida chiare da applicare in casa: queste possono includere l’impostazione di limiti per l’orario di utilizzo degli schermi, il tipo di contenuto al quale un bambino può accedere online, o il tono e il linguaggio appropriato da utilizzare in rete. Queste regole dovrebbero variare in base all’età, alla maturità e al livello di comprensione dei rischi che i bambini potrebbero incontrare online.
  2. Invitare i bambini ad accedere alla rete in spazi comuni: si tratta di trovare il giusto equilibrio per non far sentire i figli troppo controllati, e che non hanno bisogno di nascondersi per navigare in rete. Ciò aiuterà i genitori a rilassare la mente su quello che i figli stanno facendo in quel momento, e sapranno che possono venire da loro se sono confusi, spaventati o preoccupati da qualcosa che hanno visto o letto in rete.
  3. Stimolare e mantenere un costante e libero dialogo con i bambini in relazione alle esperienze vissute sulla rete, inclusi i casi in cui è possibile pensare a fenomeni di cyberbullismo. 
  4. Incoraggiare i bambini a pensare prima di cliccare: nel momento in cui visitano un sito online di video, o se ricevono un link da fonte ignota in un’email o mentre navigano sul web, è bene ricordare ai propri figli di non cliccare sui link, perché potrebbero essere portati su un sito di contenuti inappropriati. Cliccare su link relativi a fonti sconosciute, è la strada più semplice per farsi attaccare da virus o rivelare inconsapevolmente dati personali e informazioni di valore.
  5. Verificare contenuti potenzialmente dannosi: dai siti web alle app, ai giochi e alle community online, i figli hanno accesso a molti contenuti che possono influenzarli sia positivamente che negativamente. L’utilizzo di strumenti intelligenti per la sicurezza della famiglia online, nonché le impostazioni di sicurezza integrate nei browser, possono aiutare l’intero nucleo familiare a stare al sicuro. 
  6. Discutere sempre sui rischi legati alla pubblicazione e condivisione di informazioni private, video e foto, specialmente sui social media.
  7. Diventare un modello positivo. I bambini imitano facilmente i comportamenti dei genitori, quindi è giusto educare attraverso l’esempio.

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