I conti di Apple, meno Mac e meno iPhone ma con servizi e indossabili da record

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Apple inanella un’altra trimestrale da record, nonostante abbia ceduto la seconda posizione a Huawei nel mercato smartphone. Di 53,3 miliardi di fatturato quasi 30 arrivano da iPhone, ma a crescere più di tutto sono servizi, accessori e indossabili

Nonostante abbia ceduto la seconda posizione nel mercato smartphone a Huawei, Apple riesce ugualmente a festeggiare l’ennesima trimestrale da record. L’azienda di Cupertino è vicinissima al record incredibile di mille miliardi di capitalizzazione, e si è presentata alla chiusura del 30 giugno con utili in crescita del 30 percento, per circa 11,5 miliardi, mentre erano ‘ appena’ 8,7 nello stesso periodo del 2017. Crescono meno i ricavi, ma comunque oltre le attese, e fanno segnare +17 percento anno su anno. 

Ma come si arriva a questi numeri? Come fa Apple a inanellare queste trimestrali? Non sarebbe possibile se si considerasse Apple solo come azienda di melafonini e infatti così non è. iPhone X ha venduto tantissimo e ha consentito di marginare decisamente più rispetto ad iPhone 8 e iPhone 8 plus (sottotono), ma tutti gli smartphone della Mela hanno il prezzo ben oltre quello medio degli altri anche solo a voler considerare i modelli di fascia alta. Apple poi  è anche e soprattutto “ecosistema” di app, contenuti e servizi e qui bisogna andare a cercare il boost che le ha consentito di fare ancora bene, molto bene, praticamente a livello globale (Europa e Americhe ma anche nell’area Asia e Pacifico, con alcuni distinguo necessari in Cina).  

iPhone X

Quindi, meno iPhone (come riportano anche i dati IDC e Canalys) – precisiamo, le vendite sono comunque cresciute ma molto meno rispetto ai competitor e solo di un punto percentuale – nonostante questo i ricavi sono schizzati in su di oltre il 20 percento.

Anche perché sappiamo bene come iPhone X sia lo smartphone più caro del pianeta e, oggettivamente, per quanto al prezzo non ci sentiamo di poter dire corrisponda oggettivamente pari valore tecnologico. Comunque sia il mercato ha dato ragione a Tim Cook. 

Il boost alla trimestrale dei record è arrivato invece dai servizi, dagli accessori e dagli indossabili. Appunto, partiamo dai servizi.  App Store, fino ad arrivare allo streaming della musica, ai sistemi di pagamento, alla quota generata dal Cloud, hanno maturato quasi 9,5 miliardi rispetto ai 29,9 miliardi di fatturato complessivi del mercato Apple smartphone.

Un terzo circa di quel mercato non si può dire sia poco. Significa anche che Apple punta davvero tanto a generare fatturato non solo col ferro e col software, ma anche semplicemente con il ‘financial’ e non è un caso se anche Samsung si stia muovendo in modo importante in questo ambito. 

E’ la vera new economy, rispetto alla old, oggi oramai rappresentata anche da alcune categorie di device di computing. Con i Mac – in calo del 13 percento la vendita sui volumi – Apple ha perso cinque punti percentuali di fatturato anno su anno, con gli iPad il 5 percento di fatturato pur con i volumi cresciuti di un punto, significa quindi che non è bastata l’idea di “professionalizzare” l’iPad.

Benissimo, anzi, un altro record, Apple lo ha maturato con gli indossabili (Apple Watch) e gli accessori (+37 percento di fatturato), anche se parliamo di poco meno di 4 miliardi di dollari. 

Tirando le fila: Apple matura 29,9 miliardi di fatturato con gli smartphone, 9,5 con i ‘servizi’, 5,3 miliardi con i computer, 4,74 miliardi con gli iPad, 3,74 miliardi con indossabili e accessori. Più o meno per arrivare a 53,3 miliardi.

Ci sono nuove idee? No, al momento non ce ne sono e, anche se bisogna riconoscere che è sempre più difficile averne, l’economia di Apple resta fortissimamente dipendente dagli smartphone.

Impossibile qui compiere passi falsi. In autunno Apple farà le sue mosse, e in mainstream con i nuovi modelli probabilmente arriverà a novembre.

Difficile pensare che anche la prossima trimestrale possa essere ancora da record, ma se già si parla di una versione ‘economica’ di iPhone 9 a 799 dollari, e quindi in Italia di sicuro oltre gli 800 euro, come già è ora iPhone 8, si può capire che almeno il prezzo rimarrà punto fermo della strategia Apple. Finché può permetterselo e il mercato la asseconda… Perché no? 

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