Il software Zucchetti gioca all’attacco

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La società lodigiana continua a crescere grazie a una strategia a medio
termine che innova senza fretta, con l’obiettivo di aiutare l’imprenditore a
combattere i disagi. Ecco cosa hanno detto i manager radunati a Montecatini per
la convention con i partner

Superare il disagio Rispetto alla strategia da attuare sulle Pmi non è facile comprendere cosa intenda fare la Zucchetti quando si riferisce a problematiche ed esigenze inespresse da parte degli imprenditori. Abbiamo chiesto un chiarimento a Giorgio Mini amministratore commerciale per il mercato aziendale. ?Molti imprenditori ancora non riescono a inquadrare bene cosa non va – spiega Mini. È un disagio che proviene dalla non completa conoscenza dell’azienda, dovuta a difficoltà di comunicazione che sono interne ai vari settori, dalla presenza di una zona virtuale ancora non inglobata a pieno nella struttura dell’impresa. Proprio per questo stiamo lavorando non solo per rendere sempre più potenti e trasparenti i nostri prodotti, ma li stiamo ridisegnando in un’ottica orientata alla massima condivisione possibile. Con una maggiore condivisione delle informazioni pensiamo di combattere questo disagio che ancora non è stato razionalizzato dall’imprenditore o dal management aziendale. Insomma stiamo cercando di dare una risposta agendo sui paradigmi che sono alla base dei nostri prodotti?. Sorprende che in un mercato aziendale ancora piuttosto stanco, i gestionali di Zucchetti continuino a crescere con tassi decisamente superiori alla media del mercato. Davvero questo andamento in controtendenza è dovuto all’idea di andare oltre le componenti tradizionali dell’offerta? ?Noi siamo abituati a mettere sempre in discussione il nostro compito – precisa Mini – vogliamo far evolvere i nostri prodotti su nuove esigenze, ma vogliamo anche integrarle nelle soluzioni tradizionali. Puntiamo sulla convergenza tra il gestionale classico e le nuove esigenze di collaborazione che, a nostro giudizio, sono alla base del nuovo modo di fare affari. L’impresa è un universo di dati, ma soprattutto nelle Pmi questi dati non sono sempre trasformati in informazioni disponibili e fruibili nel momento delle scelte. Questo, invece, è il nostro obiettivo?.

Autore: ITespresso
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