Iliad pronta per l’Italia, c’è spazio per un operatore “alternativo”?

AziendeMobility

Entro l’estate Iliad arriva con un operatore mobile anche in Italia (e più avanti probabilmente anche con un’offerta per il fisso), ma c’è spazio ancora per il low cost, per quanto “di razza”?

Arrivare come operatore mobile, che aspira ad entrare anche nel mercato del fisso, in Italia è sempre una bella scommessa. Il rischio di finire nella mischia insieme ad altri “low cost”, come Poste Mobile, è elevato ma questi per il management di Iliad sembrano finalmente i giorni giusti per rompere gli indugi.
Iliad, lo ricordiamo, è una società francese, proprietaria del marchio Free Mobile (attivo in Francia) se ne parla in questi giorni perché dovrebbe essere oramai prossimo il lancio di un nuovo gestore anche nel nostro Paese, gestore che tuttavia, con molta probabilità, da noi non avrà questo nome.

Nei giorni scorsi il direttore generale Maxime Lombardini ha dichiarato ad Afp che il lancio è previsto prima dell’estate, in sostanza confermando quanto aveva già anticipato l’amministratore delegato di Iliad Italia Benedetto Levi (nominato a gennaio di quest’anno).

Di  però si parlava già l’anno scorso, prima si pensava che il lancio fosse pianificato da noi per la fine dell’anno, poi per gli inizi del 2018, ora dovremmo esserci, anche perché un ulteriore rinvio potrebbe davvero essere controproducente, come un soufflé ben confezionato e poi servito sgonfio. E dopo un buon periodo di caccia ai curriculum per la sede di Roma, ma anche per un’eventuale sede a Milano, il quadro ora è decisamente delineato.
In Italia vi sono due società registrate: Iliad Holdings Spa e Iliad Italia Spa, del tutto controllata dalla holding.

La domanda però è inevitabile. C’è spazio per un’offerta di livello con una tariffazione low cost in un Paese in cui il mercato è così maturo come il nostro? Secondo gli analisti, i prezzi del nuovo operatore di proprietà di Iliad in Italia dovrebbero essere, almeno inizialmente, davvero al ribasso, per poter mostrare ai nuovi clienti un margine effettivo di risparmio valido per abbandonare comunque l’operatore scelto.

Allo stesso tempo il gruppo vorrebbe raggiungere il pareggio (Ebitda) con una quota di market share anche inferiore al 10 percento. I conti del gruppo dicono che l’anno scorso Iliad ha già investito da noi 314 milioni di euro, di cui 50 per rilevare le frequenze di Wind-Tre lasciate libere dalla fusione.  

Nel momento in cui scriviamo il potenziale differenziante del nuovo operatore dovrebbe essere per i clienti l’assoluta trasparenza sulle clausole dei contratti, minime, ma soprattutto il fatto che il modello proposto non farebbe leva su vincoli di permanenza e per i clienti ogni rinnovo di mese in mese rappresenterebbe anche la possibilità di rinunciare alle promozioni sottoscritte.

Free Mobile – Le offerte in corso in Francia nel momento in cui scriviamo

Questo dovrebbe essere un punto di forza, soprattutto per i “cacciatori tariffari”, un punto di forza che manca ad altre realtà. Tuttavia nemmeno Iliad ha rinunciato a uno strumento tipico degli operatori “old style”  che abbinano ai “vincoli” di permanenza l’offerta di smartphone di fascia alta altrimenti inaccessibili per una buona porzione dei clienti che sottoscrivono questo tipo di offerte.

In Francia infatti tra le offerte è indicativa quella di 42 euro al mese (per 24 mesi)  tutto compreso per iPhone X con un anticipo di 399 euro. Comunque non proprio low cost, ma appetibile, a patto però di fruire poi di una copertura affidabile, su un territorio, come è il nostro non certo confrontabile per difficoltà di ricezione con quello francese.  

Non è dato al momento sapere quali altre leve potrebbe utilizzare il nuovo operatore che in Italia sbarca senza avere a disposizione la telefonia fissa, per promuovere ulteriori “bundle”, ma allo stesso tempo promette che potrebbe arrivare più avanti nel tempo, riconoscendo comunque la specificità del trend italiano, dove rinunciare al fisso è pratica diffusa. 

Solo parzialmente al buio invece la copertura. Come accennato, il gruppo ha acquistato da Wind/Tre alcune frequenze 3G e 4G, non dispone di frequenze 2G, ma ha già sottoscritto accordi per il roaming anche per quest’ultimo spettro. In una recente conferenza stampa Levi ha anche aggiunto: “Iliad ha già iniziato ad installare le proprie antenne in tutta Italia”.

L’arrivo del 5G non è proprio dietro l’angolo, ma nemmeno così remoto. Anche su questo aspetto Iliad potrebbe vantare da un lato l’expertise già maturata in Francia sul 4G, ma non essere pronta a promettere ai suoi clienti un’offerta top adeguata, da subito. La gara di quest’autunno metterà in palio le frequenze 700 Mhz e 3.6-3.8 Ghz, Iliad potrebbe essere della partita e giocarsi già lì parte del suo credito 5G. 
Il nostro consiglio? Una sim costa poco, e secondo un vecchio adagio di un diretto competitor “una telefonata allunga la vita”: chi non può aspettare il passa parola  potrà presto provare sulla propria pelle velocità e copertura, senza rimanere intrappolato per sempre. Almeno questo è sicuro.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore