Intel compie 50 anni, ora l’attendono nuove sfide

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Il 18 luglio del 1968 è nata Intel, oggi compie 50 anni. Tante le sfide raccolte e vinte, ma quelle dei prossimi anni sembrano essere ancora più avvincenti, e difficili per un gigante che deve cambiare

Proprio oggi, il 18 luglio del 1968 nasceva Intel. Sono passati 50 anni e Intel ancora c’è, pur tra non pochi stravolgimenti. Fondata da Robert Noyce e Gordon Moore Intel è nata con la volontà di realizzare quello che era possibile per vivere meglio e ha lavorato nei suoi primi 50 anni sul mandato di Noyce: “Non lasciatevi intralciare dalla storia, ma andate e realizzate qualcosa di meraviglioso”.

Le migliori invenzioni di Intel nei suoi primi 50 anni

Un mandato sempre più difficile cui tenere fede, se pensiamo alle ultime vicissitudini in casa Intel, sulla produzione storica dei processori, ma certo ancora attuale invece pensando al futuro di tutte le tecnologie cui Santa Clara lavora oggi. 

I dipendenti Intel hanno recentemente votato – con un voto popolare interno e non scientifico – le prime 10 innovazioni Intel. Nell’infografica che riportiamo ecco le dieci realizzazioni che secondo i votanti hanno effettivamente fatto la storia. 

Di sicuro tra i prodotti che più hanno cambiato la storia di tutti non si può non ricordare l’Intel 4004 nel 1971, anche per l’importanza di questo chip per Olivetti, anche per l’importanza del suo “inventore”, Federico Faggin.

L’8080, l’80286 fanno parte invece già del mondo dei pc per tutti, da portare non solo negli uffici ma nelle case. Un po’ anche per l’età di chi scrive, identica a quella di Intel, non si può nascondere che un’intera generazione è cresciuta di pari passo con le cpu di Intel.

Qualcuno si ricorda di sicuro quando la scelta era tra un computer Apple e un “IBM compatibile”, sono cambiati i termini ma ancora oggi la seconda scelta vede primeggiare le cpu di Intel, che sono le più veloci e che hanno tenuto fede alla legge del co-fondatore Gordon Moore, addirittura del 1965, sulla crescita esponenziale della potenza di calcolo. 

Una storia perfetta? Per nulla! Intel ha mancato quasi completamente l’appuntamento con gli ultimi dieci anni e l’avvento degli smartphone, oggi vede un periodo di profondi cambiamenti.

Qualcomm la insidia ora anche su un terreno (i device portatili) in cui fino a solo un paio di anni fa sarebbe stato impossibile immaginare un altro scenario. Oggi nel mercato degli smartphone il 95 percento dei processori è una cpu su architettura ARM. E quando Santa Clara ci ha provato, ora si può dire, non è riuscita a ribaltare il mercato. 

Qual è quindi la prossima sfida? La prima importante sfida, esiziale, è di cambiare per non fare la fine di qualche gigante – in America non mancano gli esempi di giganti già seppelliti dalla storia. E’ accaduto non perché non riuscissero a capire cosa accadeva, ma perché non sono riusciti a cambiare i propri modelli. Intel lo sta facendo aggredendo l’ambito automotive, con la ricerca, in ambito AI, IoT. Il modello di business innescato dall’azienda però non ammette errori.

Fino ad oggi l’azienda ha saputo vendere cpu sempre migliori, sempre più di fascia alta ad un numero sempre maggiore di clienti, per farlo bisogna essere sempre i primi nella progettazione e nella produzione. Oggi è una mission sempre più difficile da sostenere. Per esempio la sfida in ambito automotive per tanti aspetti torna a somigliare a quella già persa sugli smartphone… Vedremo.
Buon compleanno allora , che i prossimi 50 anni possano essere altrettanto belli. Difficile, ma non impossibile.  

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