Intelligenza artificiale produttiva? Sì, grazie alla formazione dei dipendenti

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Al WEF 2016 di Davos si parla dell'IT del futuro

Secondo uno studio Accenture, in occasione del World Economic Forum di Davos, l’AI farà crescere fatturati e occupazione. Ma senza la formazione non si accelera il processo. E se poi è il Papa a sottolineare che l’AI va usata per il bene dell’umanità…

L’intelligenza artificiale dominerà le nostre vite? E’ una domanda alla quale dovremmo esserci abituati perché da parecchio tempo a questa parte risuona nelle nostre orecchie. Secondo una ricerca di Accenture, proprio in occasione del World Economic Forum di Davos, entro il 2022, l’Intelligenza Artificiale potrà incrementare i ricavi delle imprese del 38% e far crescere l’occupazione del 10% ma solo se i CEO riusciranno a supportare i propri collaboratori nel cogliere appieno le potenzialità dell’IA.

Per l’economia mondiale globale, ciò si tradurrebbe in una crescita dei profitti pari a 4,8 trilioni di dollari. Fin qui, un quadro già visto e parole già udite. Ma la domanda è: Come sia possibile far capire agli imprenditori che investendo in AI, si accrescano i fatturati e come far capire ai dipendenti che grazie all’AI cresca l’occupazione?

Marco Morchio Accenture
Marco Morchio

Marco Morchio, ‎Accenture Strategy Lead per Italia, Europa Centrale e Grecia sottolinea: “Per riuscire a crescere nell’era dell’IA, le aziende devono investire di più in formazione, al fine di preparare i dipendenti a un nuovo modo di lavorare in cooperazione con le macchine. Quella che noi definiamo Applied Intelligence – cioè la capacità di integrare rapidamente tecnologia intelligente e ingegno umano in tutte le funzioni aziendali – spiega Morchio – sarà sempre più un elemento imprescindibile per il successo e la crescita delle imprese”.

Se si considera poi che sul tema è sceso in campo anche Papa Francesco, il quale ha preso ‘carta e penna’ e scritto direttamente una lettera al presidente esecutivo del World Economic Forum, sottolineando come anche “l’intelligenza artificiale, la robotica e altre innovazioni tecnologiche devono essere impiegate per contribuire al servizio dell’umanità e per la protezione della nostra casa comune piuttosto che il contrario, come purtroppo prevedono alcune valutazioni“, si può ben intuire come il fenomeno si di strettissima attualità.

Lo stesso Morchio, intervenuto a dicembre scorso a un convegno proprio sul tema e organizzato da The Ruling Companies association, ha sottolineato come l’Intelligenza artificiale stia diventando la nuova interfaccia utente delle aziende. “Si pensi a Pepper o Alexa di Amazon. L’intelligenza artificiale sta diventando il modo in cui abitualmente le aziende la stanno utilizzando come interfaccia, si pensi anche ai chatbot”, sottolineava a dicembre. In base allo studio Accenture, sia il management che i collaboratori pensano che l’IA potrà avere un ruolo centrale per il business e cambierà le attività quotidiane. In particolare il 72% dei 1.200 top manager intervistati crede che la tecnologia intelligente sarà strategica per ottenere un vantaggio competitivo sul mercato.

Secondo il 61% dei manager, nei prossimi tre anni, crescerà il numero delle figure professionali che utilizzeranno quotidianamente l’intelligenza artificiale. Al tempo stesso il 69% dei 14mila lavoratori intervistati è consapevole dell’importanza di sviluppare competenze che permettano di lavorare con le macchine intelligenti. Tuttavia, Accenture riscontra ancora un ampio divario tra l’apertura dei lavoratori verso l’intelligenza artificiale e le iniziative concrete avviate dei manager per favorire la loro riqualificazione: questo mette a rischio le potenzialità di crescita. Infatti, sebbene il 54% dei dirigenti aziendali consideri la collaborazione uomo-macchina cruciale per il business, solo il 3% ha previsto un aumento significativo degli investimenti nella riqualificazione dei propri collaboratori entro i prossimi tre anni.

Effetti su ricavi e crescita occupazionale di un aumento degli investimenti sull’Intelligenza Artificiale

La ricerca mette chiaramente in luce l’importanza di aumentare gli investimenti nelle competenze IA anche per sostenere l’occupazione: il 63% dei dirigenti ritiene, infatti, che la propria azienda potrebbe creare nuovi posti di lavoro grazie alle nuove tecnologie. Allo stesso tempo, il 62% dei lavoratori si aspetta un impatto positivo dell’IA sul proprio lavoro. Secondo l’analisi, le aziende più all’avanguardia stanno facendo leva sulla collaborazione uomo-macchina non solo per incrementare l’efficienza, ma anche per abilitare nuove customer experience. Ad esempio, nel caso di un’azienda che vende abbigliamento online, l’IA potrebbe migliorare la conoscenza dei clienti, abilitando l’offerta di servizi esclusivi più allineati alle loro esigenze. Un brand di scarpe sportive, a sua volta, potrebbe accrescere la capacità di operare nei mercati locali, integrando le abilità dei professionisti, sarti e ingegneri, con l’intelligenza robotica.

“L’incontro tra creatività umana e tecnologie intelligenti sta trasformando radicalmente l’attuale scenario competitivo, aprendo opportunità di crescita prima impensabili. D’altra parte, il rischio di rimanere indietro è concreto e occorre che le aziende si adeguino al più presto promuovendo una riqualificazione della forza lavoro allineata ai nuovi trend del mercato,” ha affermato Raffaella Temporiti, HR Director, Accenture Italia Europa Centrale e Grecia. “L’approccio positivo dei lavoratori verso l’utilizzo dell’IA può senz’altro favorire l’introduzione delle nuove tecnologie in azienda, supportando i manager nella trasformazione dell’ambiente di lavoro e del business”.

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