Banking online sicuro con la guida McAfee

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Il 47% di utenti del banking online non sono protetti. La guida di McAfee

Il Mobile banking è raddoppiato dal 5% di adulti online nel 2007 al 12% nel secondo trimestre del 2010. Forrester prevede che uno su cinque (pari a 50 milioni) adulti statunitensi utilizzeranno servizi di mobile banking entro il 2015. A tale proposito, è importante ricordare che se il banking tramite dispositivi mobili è molto comodo, è altrettanto molto importante prestare la massima attenzione.
Da dispositivi mobili conviene collegarsi con il dispositivo mobile al sito della propria banca o utilizzare l’applicazione apposita solo da reti wireless protette. Non inviare mai informazioni sensibili su una rete wireless non protetta, come ad esempio quelle di un albergo o un bar.
Bisogna scaricare l’applicazione mobile della propria banca, in modo da poter essere sicuri di essere effettivamente sul sito della propria banca ogni volta, e non su un sito contraffatto.
È necessario installare una tecnologia antifurto ed effettuare il backup dei propri dati. McAfee consiglia di configurare il dispositivo di blocco automatico dopo un determinato periodo di tempo. Per esempio McAfee Mobile Security consente funzioni di backup e ripristino dei dati personali, permettendo di cancellare i dati personali dal dispositivo in caso di smarrimento, e di bloccare il dispositivo da remoto e cancellare tutti i dati personali in caso di furto, oltre alla localizzazione del dispositivo tramite GPS. Infine l’utente deve assicurarsi di mantenere aggiornati tutti i software e le applicazioni del device.

Infine il 68% degli utenti nella classe di età 18 – 24 non dispone di un software antivirus sul proprio computer. Inoltre, il 47% dei 45-54enni non hanno protezioni di sicurezza, come il 44% nella classe 55-64. “La maggior parte dei casi di frode bancaria non è dovuta al fatto che la tecnologia della banca è stata compromessa“, ha affermato Dave Marcus, director of security research di McAfee Labs. “E’ più probabile che le persone involontariamente forniscano i propri dati personali bancari ai criminali attraverso truffe di phishing e siti copiati, o che i loro computer siano stati infettati da malware“.

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Autore: ITespresso
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