L’AgCom non delibera e in Italia il mercato dei modem router va a picco

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L’Italia, caso unico, vede crollare del 45 percento nei primi cinque mesi del 2018 il mercato dei modem router in libera vendita. Gli operatori di rete impongono i loro apparecchi e l’AgCom è immobile

Ne abbiamo parlato in ogni contesto sin dalla prima ora.
Gli operatori di rete che insieme all’offerta di banda larga propongono come unica soluzione possibile per sfruttare tutti i loro servizi (a partire da quelli di telefonia IP) il modem router incluso nell’offerta (spesso brandizzato da loro, ma prodotto da altri vendor) sono riusciti ad asfissiare il mercato per questa categoria di prodotti.

Non tanto perché la loro proposta sia la migliore, quanto piuttosto perché, in Italia – e in questo modo davvero solo in Italia – diventa impossibile ai non addetti ai lavori scegliere un modem di un altro fornitore e riuscire ad utilizzarlo con tutti i servizi dell’operatore allo stesso modo.
Non solo, in questo modo l’operatore di rete spesso riesce addirittura a impedire di sfruttare appieno il servizio che eroga come l’utente finale vorrebbe, potrebbe e avrebbe diritto a fare. 

L’esempio più chiaro è il seguente e lo propone AIRES, l’Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati: “Quando si porta l’acqua potabile in casa, e si sottoscrive il relativo contratto, c’è forse qualche società fornitrice che impone anche l’utilizzo di un rubinetto specifico?”. No di certo, e invece per i modem router di fatto avviene proprio così.

Davide Rossi, Direttore Generale Aires-Confcommercio
Davide Rossi, Direttore Generale Aires-Confcommercio

E così nei primi cinque mesi del 2018 il mercato delle apparecchiature di connessione modem-router ha marcato un trend in caduta libera per un calo del 45 percento. Nel 2017 questo calo è stato del 34 percento, mentre la diffusione della banda larga che rende indispensabile l’utilizzo di queste appliance è in continua crescita.

In Italia siamo allo stallo totale.
Non è servita assolutamente la normativa europea sulla Net Neutrality in vigore dal 2016, e non è servita a quasi niente la Consultazione Pubblica AgComscaduta” da tempo senza alcuna delibera finale. Anzi, sono passati tre mesi, letali per il mercato, da quando il Presidente Agcom Cardani dava per imminente la conclusione dell’iter che avrebbe dovuto portare alla proibizione definitiva per gli operatori di imporre il loro modem router.

Riportiamo di seguito le affermazioni giustamente scandalizzate di Davide Rossi, Direttore Generale e Consigliere di Aires-Confcommercio: “È inaccettabile un ulteriore rinvio: si faccia presto. E’ necessario che si garantisca la piena libertà di scelta. Questo anche per ripristinare la libera concorrenza di mercato. Ogni rinvio ha rappresentato un cospicuo regalo a chi oggi si avvantaggia della mancanza di regole e un grave danno economico per tutti gli altri operatori dell’industria e della distribuzione” . 

Aggiungiamo che il danno è anche per tutti i consumatori. Nessuno più crede alle favole degli operatori di rete che sostengono che il migliore servizio è proprio quello che offrono loro. Siamo certi che ogni vendor infatti sarebbe perfettamente in grado di offrire un modem router perfettamente autoconfigurabile, plug&play, e del tutto aperto all’utilizzo degli utenti, se solo la massima trasparenza fosse davvero la prima caratteristica del servizio offerto. 

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