Lago della bilancia

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Il fascino di Piazza Affari conquista i cuori dei distributori italiani

Quali sono le previsioni di sviluppo ulteriore previste dai nostri distributori già quotati? Lago della bilancia pende più verso nuove politiche di acquisizioni o maggiormente nei confronti di nuove aperture verso nuovi mercati? Opengate dovrebbe aver già trovato il suo equilibrio, dopo innumerevoli società acquisite che hanno contribuito anche a diversificare e ampliare le attività del distributore di Malnate. Rispetto al nostro tradizionale business legato alla distribuzione di prodotti informatici, Opengate ha sviluppato altre aree di business, direttamente derivate dallattività originaria, quali la logistica, le-business e il service collegato alla distribuzione – afferma Perboni di Opengate -. È comunque nostra intenzione aprirci ad altri mercati distributivi con caratteristiche simili alla distribuzione di beni informatici. Un esempio è il mondo dei prodotti per lufficio dove la nostra capacità distributiva, il know how acquisito nel fare business usando la rete e la nostra capacità di proporre servizi collegati sono fattori determinanti per un approccio di successo. Per quanto riguarda i mercati esteri, nella distribuzione di prodotti informatici siamo già presenti in Austria, Svizzera e Germania e contiamo di espanderci presto anche in altri Paesi. Fra gli obiettivi per il 2001 di Opengate prende forma, inoltre, lintenzione di quotare il proprio comparto logistica, oggi costituito da Lid, Otim e Internet Delivery, che andrebbe a diventare una realtà indipendente dal Gruppo. La nostra intenzione di arrivare a quotare il comparto logistica nasce dal fatto che crediamo fortemente in questo business. Pensiamo che la capitalizzazione aiuterà lo sviluppo dellarea logistica di Opengate, rappresentata oggi da tre società che, secondo noi, può diventare uno dei principali attori nazionali della logistica per il largo consumo. Per il Gruppo la quotazione della logistica significa comunque valorizzare un business nato internamente con benefici per tutta lazienda e per il titolo. Diversi ma precisi gli obiettivi di Tecnodiffusione che non ha mire sui mercati stranieri. Per noi lAmerica è qui, e oggi – ribadisce Kraft di Tecnodiffusione -. Non riteniamo opportuno avventurarci in mercati stranieri. Inoltre, contrariamente a quanto citano alcuni analisti, che stabiliscono nel software il successo futuro dellit, noi crediamo che il settore dellhardware in Italia abbia un futuro ancora radioso e altrettanto radioso vediamo il futuro del mercato consumer. Abbiamo chiuso il primo ciclo di acquisizioni ad agosto, ripartiremo nel 2001 per completare alcune aree ancora non coperte. Una è quella della produzione dei nostri personal computer, basata finora sulla sola fabbrica di Pisa che ha prodotto nel 1999 circa 41.000 unità raddoppiate nel 2000. Il mercato consumer sta crescendo a ritmi forsennati e la nostra produzione stava esplodendo. Per questo abbiamo costituito una joint venture con il Gruppo Finmek, finalizzata allo sviluppo di un polo industriale dedicato alla produzione di personal computer su larga scala, con capacità produttiva fino a 800mila pc allanno e un fatturato previsto non inferiore a 400 miliardi di lire entro la fine del 2001. La costituzione della società, con la ragione sociale di Cms spa (Computer manufacturing services) e sede nellarea industriale di Scarmagno (Torino), è stata formalizzata lo scorso dicembre con il versamento del capitale sociale per un valore nominale di 30 miliardi di lire, detenuto al 49% da Tecnodiffusione e al 51% da Finmek. Cms sarà in grado di soddisfare la crescita della domanda produttiva di pc del Gruppo Tecnodiffusione per molti anni in futuro – prosegue Kraft -. Con questa operazione, Tecnodiffusione intende offrire, inoltre, lopportunità di utilizzo della nostra fabbrica anche a quei piccoli assemblatori o ad altri retailer che ritenessero opportuno utilizzare un sito produttivo. Altre acquisizioni potrebbero essere indirizzate nellarea retailer e in altre aree per noi strategiche come quella di internet, dove il nostro portale extranet sta diventando un punto di riferimento importante per i giovani. Ulteriori sviluppi poi sono previsti nellarea del business to consumer, in rilancio da gennaio. A questo riguardo non va dimenticato lannuncio di Tecnodiffusione, in occasione del Leader Meeting 2000 con i propri partner, relativo allintenzione di moltiplicare i punti vendita fino a 5.000 unità per affrontare in maniera significativa e redditizia leffetto e-commerce in Italia. I proventi della quotazione sono ormai finiti, ma lazionariato continua a dimostrarci fiducia tantè vero che si sta concludendo con successo loperazione di richiesta di 50 milioni di euro in bond – informa Kraft di Tecnodiffusione -. La ricerca di qualche migliaio di punti vendita/contatto è una fase legata allo sviluppo delle-commerce b2c in Italia. È un progetto di dimensioni significative che noi gestiremo, come sempre, con un occhio attento ai costi. Anche i distributori entrati da poco hanno già le idee ben chiare su cosa e quanto vogliono realizzare a breve termine. Cdc può contare asset industriali di rilievo, non solo per il presidio territoriale che vanta circa 400 punti vendita, ma soprattutto per i dati di esercizio relativi ai primi nove mesi dellanno, che hanno mostrato un incremento marcato delle vendite, passando dai 475 miliardi del 1999 a 670 dei primi nove mesi del 2000 – specifica Diomelli di Cdc -. Il terzo trimestre dellanno ha, inoltre, evidenziato una crescita del margine operativo lordo del 396% (Ebitda), con un aumento del fatturato del 31,50%. Cdc Point ha annunciato lacquisizione del pacchetto di maggioranza del Gruppo Editoriale Futura, una realtà importante nel settore delleditoria informatica. Lacquisizione è strategica per Cdc, – continua Diomelli – in considerazione non solo dei contenuti editoriali che verranno sviluppati, ma in particolare per quelle iniziative di promozione e vendita di nuovi servizi, come per il distance learning, la certificazione di patente europea e la promozione delle attività di informatizzazione nel nostro Paese. Per Cdc 1085, lazienda conta di lanciare un nuovo servizio di connettività, denominato Interspeed, che si prefigge di garantire una velocità cinque volte superiore a quella attuale. Ulteriore sviluppo sarà promosso con Eutelsat – conclude Diomelli – , per effetto della costituzione di una società paritetica in joint venture, denominata Open Sky, che offrirà servizi multimediali via satellite tramite il pc, attraverso la vendita dei pacchetti tramite i punti vendita Cdc presenti in Italia. Tengo inoltre a ricordare che Cdc è attiva anche nel settore della ricerca avanzata, con lavvio di esperienze sui fronti dello sviluppo di un motore di ricerca, telefonia Ip sulla rete e procedure di connettività per internet, assumendo il ruolo di vero e proprio incubatore. Digital Bros intende implementare un modello di business integrato principalmente rivolto alle aree di publishing, distribuzione e tv sat. Nel primo caso con la controllata Eon che ha sede a Londra e che si occupa di pubblicare a livello internazionale videogiochi per pc, console e per le nuove piattaforme. Il secondo filone è a carico del marchio Halifax, che si occupa di localizzare e distribuire videogiochi in Italia. Inoltre, nel corso del 2000 è stato lanciato un progetto di gaming online, ovvero la possibilità di giocare attraverso internet in modalità multiplayer con il sito Gameonline.it che mette a disposizione i titoli più gettonati. Infine, il terzo progetto è nellarea della televisione satellitare Game Network è la prima televisione satellitare dedicata ai videogiochi che trasmette in tutta Europa, Medio Oriente e Nord Africa – sottolinea Galante di Digital Bros -. La realizzazione di questo progetto e lacquisizione di contenuti, hanno richiesto e richiedono ingenti investimenti. Inoltre Digital Bros sta perseguendo una strategia di espansione internazionale che ha già visto lapertura di una nuova sede di Game Network a Londra.

Autore: ITespresso
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