L’idea di un ‘Amazon del Made in Italy’ stuzzica il governo del Paese

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E’ tempo che l’Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio

“E’ di vitale importanza per lo sviluppo economico del nostro Paese investire in innovazione e tecnologia. E’ tempo che l’Italia disponga di un portale di e-commerce multilingua, una sorta di Amazon del Made in Italy, che faciliti la vendita dei prodotti italiani e combatta, allo stesso tempo, la contraffazione“. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso dell’intervento che ha tenuto durante la VII riunione della Cabina di Regia per l’Italia internazionale, che si è svolta al ministero degli Esteri. Secondo quanto riporta RadiocorLa riunione odierna della Cabina di Regia per l’Italia internazionale è stata l’occasione per fissare le linee strategiche dell’attività futura e definire gli obiettivi della nostra internazionalizzazione e rendere tutte le imprese, comprese le Pmi che sono oltre il 90% del nostro tessuto imprenditoriale, protagoniste dei mercati in tutto il mondo“. Una dichiarazione che fa pensare che a questo governo interessi proseguire nella direzione di non perdere attenzione verso l’innovazione tecnologica, ma per quanto riguarda Industria 4.0? Per ora sembrerebbe esserci una timida volontà di continuare ma Di Maio, nel suo intervento, si è lasciato andare anche ad altre anticipazioni.

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e-commerce multilingua

Sempre da Radiocor: “Sempre in tema di lotta alla contraffazione e sviluppo tecnologico, stiamo lavorando all’utilizzo del Blockchain per la certificazione dei prodotti Made in Italy, investimenti importanti che dobbiamo considerare fondamentali per la nostra strategia promozionale. Le infrastrutture del nostro tempo sono la banda ultra larga e il 5G e devono essere il volano di un nuovo miracolo economico”. Di Maio ha continuato: “la nostra non è solo una strategia, è anche la missione di far conoscere il brand italiano nel mondo ed esportare tutto il meglio che abbiamo da offrire. Mi riferisco non solo ai prodotti industriali ma anche alla moda, all’agroalimentare, ai prodotti artigianali, al design e all’industria culturale. E’ una missione nella misura in cui si basa su una concezione di sviluppo e di commercio etico e sostenibile. Non vogliamo, ad esempio, continuare ad esportare armi verso Paesi in guerra o verso altri Paesi che, a loro volta, potrebbero rivenderle a chi è coinvolto in un conflitto bellico”.

“Un altro nostro obbiettivo è aiutare gli imprenditori in maniera organica, smaltendo la burocrazia che sottrae loro tempo ed energie. Il processo di decertificazione è stato avviato e riguarderà anche, tra gli altri, gli incentivi all’internazionalizzazione. Con la banca pubblica degli investimenti, il cui studio è all’attenzione del Governo, sarà finalmente possibile accedere a finanziamenti per investimenti di lungo periodo, come nel caso dell’internazionalizzazione. Il numero di imprese italiane competitive sui mercati internazionali che esportano stabilmente è ancora relativamente basso, anche se il nostro avanzo commerciale è di oltre 47 miliardi di euro. Una particolare attenzione va dedicata al Sud, area del nostro Paese che deve contribuire sempre di più alla crescita economica nazionale. Dobbiamo poi potenziare le azioni che favoriscano l’accesso delle imprese, soprattutto delle Pmi, nei circuiti della grande distribuzione organizzata così da cogliere le opportunità di business offerte dai mercati internazionali e di esplorare i nuovi mercati emergenti. Il nostro obbiettivo – ha concluso il Ministro – è di rendere le strategie più efficienti, in modo che gli investimenti in promozione di prodotti Made in Italy abbiano un ritorno sempre maggiore per le imprese. A tal fine, concentreremo i nostri sforzi per accompagnare le Pmi in un processo di internazionalizzazione stabile e proficuo”, scrive Radiocor.

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