L’impatto della generazione "Millennial" sulle aziende

Aziende

Uno studio europeo, commissionato da Xerox a Forrester Consulting sulle
tendenze in atto sul luogo di lavoro, rivela che la generazione nata dopo il
1980 (Millennial) forzerà i ritmi del cambiamento in ufficio. Le aziende che non
sapranno rispondere alle nuove esigenze si troveranno in una posizione
svantaggiata

Obiettivo 2010 Gli intervistati prevedono che le tecnologie collaborative, attualmente poco diffuse in azienda, saranno invece largamente accessibili al personale entro il 2010. Il 67% del campione è convinto che le aziende forniranno dispositivi mobili per la posta elettronica, e il 58% si attende invece la disponibilità di Pda entro il 2010. Anche il lavoro mobile è stato identificato dalla maggior parte delle persone che ha partecipato alla ricerca come una tendenza destinata ad aumentare. In futuro il 71% degli interpellati ritiene che il numero di dipendenti che lavorano fuori ufficio crescerà notevolmente entro il 2010. La situazione in Italia è un po’ peggio, ma simile. Le aziende che danno ai propri dipendenti gli strumenti base sono il 35% per i Pc portatili, il 40% per i telefoni cellulari e solo una piccola minoranza mette a disposizione anche i nuovi tool per il lavoro collaborativo, tanto apprezzati dalla generazione dei Millennial: webcast, blog, videoconferencing e accesso remoto a Internet e alla posta elettronica. Non c’è da illudersi anche perché solo il 39% degli executive intervistati ha dichiarato di collaborare on line con fornitori e partner allo sviluppo di prodotti e servizi, mentre il 52% ha affermato di non avere intenzione di pubblicare informazioni su blog o siti di community.

Consigli per le aziende La ricerca suggerisce alle aziende alcune azioni per affrontare i cambiamenti imposti dall’affermarsi dell’era digitale. I più interessanti riguardano la possibilità di fornire l’opportunità di maneggiare e “giocare” con le nuove tecnologie. Infatti attraverso la sperimentazione dei nuovi tool, i Millenial possono imparare e fornire valide indicazioni, suggerendo nuovi modi con cui questi strumenti possono essere utili alle aziende. E’ molto importante anche l’introduzione di attività di lavoro che comportino collaborazione: giochi di gruppo on line, gruppi di discussione, comunità dedicate e via dicendo. Si tratta di veicoli utili per acquisire competenze e condividere conoscenze. E’ quindi importante incoraggiare il personale a partecipare non solo come addestramento, ma anche con obiettivi e premi predisposti secondo la fascia di età. Infine ricordiamo la necessità di introdurre nuove tecnologie con rapidità, ma anche tenendo conto dell’elemento umano. Le tecnologie vanno viste come elementi che facilitano le interazioni umane più efficaci, e non per risolvere problemi di processi di business causati da persone o aspetti organizzativi. “Una delle ragioni principali per cui solo poche aziende sono riuscite a rendere i loro ambienti adatti allo stile di lavoro dei Millennial è che una percentuale rilevante di responsabili decisionali non è cresciuta con blog, webcast, Pda e simili – commenta Rogerio Fangueiro, general manager della Southern Entity di Xerox. Questi tool rappresentano per alcuni di loro delle novità, e dunque avranno bisogno di tempo per adattarvisi. Per la nuova generazione si tratta semplicemente di un modo di vivere, qualcosa che si usa senza nemmeno doverci pensare. Gli uffici del personale e i responsabili della formazione dovrebbero accertarsi che tutti i senior executive, indipendentemente dall’età, facciano esperienza pratica con gli strumenti più apprezzati dai Millennial. Riconoscere la differenza nello stile di lavoro e adottare cose che si pensa potrebbero essere utili non è, di per sé, sufficiente”. Eppure se si toglie l’aspetto ideale sembra normale pensare che in fondo le aziende devono pensare a far utili e non certo a soddisfare le esigenze delle nuove generazione. In effetti in passato è sempre stato così, i cambiamenti sono spesso arrivati in ritardo rispetto alle generazioni che li avevano vissuti e sostenuti in prima persona. Ma anche su questo Rogerio Fangueiro sembra scettico, e ancor di più dà peso a questa generazione che supporterà il cambiamento verso una vita digitale.

“Le aziende che non riescono a rispondere a quelle che sono ormai esigenze basilari di una forza lavoro operante all’interno di una società dell’informazione sempre on line saranno svantaggiate. Faranno fatica a trattenere i nuovi assunti e a capire le necessità delle prossime generazioni di partner e clienti?.

Autore: ITespresso
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