LinkedIn e i suoi 15 anni: un cambio di pelle quasi obbligato

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Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn, spiega l’evoluzione della società in questi quindici anni di attività. In Italia è partita nel 2011 con un unico dipendente: Albergoni, appunto. Oggi la società ha cambiato pelle, adeguandosi ai cambiamenti sul lavoro e alle esigenze delle aziende

LinkedIn festeggia 15 anni di attività avendo raggiunto gli oltre 562 milioni di utenti a livello globale, di cui oltre 11 milioni solo in Italia, diventando la terza community nazionale di workers 4.0 più grande d’Europa, subito dopo l’Inghilterra che conta oltre 25 milioni di lavoratori presenti sulla piattaforma, Francia, che supera i 16 milioni di lavoratori iscritti alla piattaforma, e prima della cosiddetta la regione Dach (composta da paesi come Germania, Austria e Svizzera), a quota 11 milioni di membri, e della Spagna, che si ferma a 10 milioni di utenti. A dimostrazione di quanto ormai il lavoro sia un’esigenza primaria per gli italiani che, contro ogni cliché legato all’innovazione telematica, oggi puntano sempre di più sulle grandi opportunità offerte dal mondo digitale.

“Abbiamo iniziato nel 2011 con un dipendente, io, a quei tempi in Italia avevamo poco più di un milioni di iscritti e oggi sono oltre 11 milioni, con diverse aziende che cercano talenti. L’ufficio italiano è composto da una trentina di persone. LinkedIn in Italia è esplosa – spiega Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedInsulla scia delle altre country, attraverso un modo intelligente di incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, permettendo alle persone di essere più visibili e alle aziende di facilitare l’incontro con i talenti attraverso un clic. Abbiamo fatto una fotografia di quella che è la digitalizzazione del mondo del lavoro. Abbiamo scoperto che Milano è un’eccellenza a livello globale ed è la quinta città più connessa al mondo, con 945 mila persone iscritte al network. Negli ultimi dodici mesi più di 50 mila persone hanno trovato o hanno cambiato lavoro o hanno trovato da zero un lavoro costruendo il loro profilo. Infine, le aziende che hanno saputo costruito la loro presenza digitale per i potenziali candidati per esempio imprese no brand sconosciute che sono diventate interessanti grazie a profili ad hoc. Da sempre abbiamo un progetto di dare un’opportunità economica a ogni professionista al mondo e passare da 530 milioni a 3,3 miliardi di lavoratori iscritti. A tutto questo non si arriva solamente facendo incontrare domanda e offerta ma arricchendo quello che si offre sia lato offerta, sia domanda, e questo passa anche attraverso i gruppi di discussione o un contenuto ‘postato’ in forma accattivante. L’arricchimento della piattaforma – continua il capo LinkedIn in Italia – aiuta sia i lavoratori sia le aziende: abbiamo dovuto cambiare pelle perché oggi LinkedIn deve diventare ‘il luogo che io frequento perché il lavoro è molto importante per la mia vita’. Si pensi che oggi ci sono tre categorie di candidati: gli active job seeker coloro i quali sono a caccia tutto il giorno di opportunità; i passivi che stanno bene dove sono, hanno un interesse a guardare la propria industry, a capire cosa fanno i colleghi e distrattamente controllano le opportunità di lavoro. Infine, ci sono giovani che hanno un approccio diverso sul lavoro rispetto a un cinquantenne: è il giovane che vuole scegliere l’azienda in cui lavorare, sulla base di parametri che sono diversi da prima: li abbiamo studiati e abbiamo suggerito alle aziende a caccia di talenti, la possibilità di esprimere ciò che sono: facendole raccontare dai propri leader, passando un messaggio pulito e chiaro, permettendo ai dipendenti di raccontare le aziende, di valutare e discutere progetti e mettere like. Il mondo LinkedIn, lato utente, è passato dall’essere un luogo virtuale in cui ci si va, magari di nascosto, a un luogo dove l’utente c’è ed è ben visibile, non si nasconde”.

Da sempre LinkedIn ha in progetto di dare un’opportunità economica a ogni professionista al mondo e passare da 530 milioni a 3,3 miliardi di lavoratori iscritti. A tutto questo non si arriva solamente facendo incontrare domanda e offerta ma arricchendo quello che si offre sia lato offerta, sia domanda, e questo passa anche attraverso i gruppi di discussione o un contenuto ‘postato’ in forma accattivante. L’arricchimento della piattaforma aiuta sia i lavoratori sia le aziende: abbiamo dovuto cambiare pelle perché oggi LinkedIn deve diventare ‘il luogo che io frequento perché il lavoro è molto importante per la mia vita’.

LinkedIn Lite 2

Si pensi che oggi ci sono tre categorie di candidati: gli active job seeker coloro i quali sono a caccia tutto il giorno di opportunità; i passivi che stanno bene dove sono, hanno un interesse a guardare la propria industry, a capire cosa fanno i colleghi e distrattamente controllano le opportunità di lavoro. Infine, ci sono giovani che hanno un approccio diverso sul lavoro rispetto a un cinquantenne: è il giovane che vuole scegliere l’azienda in cui lavorare, sulla base di paramentri che sono diversi da prima: li abbiamo studiati e abbiamo suggerito alle aziende a caccia di talenti, la possibilità di esprimere ciò che sono: facendole raccontare dai propri leader, passando un messaggio pulito e chiaro, permettendo ai dipendenti di raccontare le aziende, di valutare e discutere progetti e mettere like. Il mondo LinkedIn, lato utente, è passato dall’essere un luogo virtuale in cui ci si va, magari di nascosto, a un luogo dove l’utente c’è ed è ben visibile, non si nasconde.
Se un’azienda ha bisogno di espandersi e ha l’obbligo di modernizzarsi, ha anche bisogno di talenti. Questi potranno affacciarsi all’azienda solo se la stessa sarà stata in grado di ‘metterci la faccia’. Le aziende sono passate dall’essere osservatrici di un mondo digitale ad attrici protagoniste di quel mondo digitale globale che si chiama LinkedIn. LinkedIn ha evidenziato questo cambiamento: all’inizio parlavamo solo con il reparto risorse umane, via via ci approcciamo anche al top maangement, al marketing e la comunicazione ecc.

Nato nel 2003 come la prima piattaforma di social media per professionisti, LinkedIn ha raggiunto 2,708 utenti nella sua prima settimana e due anni dopo questo numero si è trasformato in 2 milioni di lavoratori iscritti al network. Originariamente pensato per trovare lavoro in maniera semplice e creare connessioni, la piattaforma è diventata velocemente un posto dove i suoi utenti potevano interagire e discutere di argomenti importanti per loro e per il futuro delle loro carriere.

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