L’internet che salverà il turismo

Management

Se quello del turismo è un comparto destinato a crescere il 2% anno su anno,
il segmento online sta vivendo invece una stagione di espansione vorticosa.
Servono però software e infrastrutture tecnologiche, per gli alberghi che
vogliono entrare nella Rete

Turismo ed e-commerce in Italia

Già oggi il turismo si conferma come il settore più rilevante in Italia con un transato complessivo per il 2006 stimato in oltre 1,7 miliardi di euro, pari al 43% del commercio elettronico nel nostro Paese. Lo rivela l’Osservatorio 2006 sull’e-commerce B2C in Italia realizzato da Netcomm e dalla School of Management del Politecnico di Milano. Secondo l’Osservatorio il tasso di crescita è quest’anno in leggero calo e allineato con il tasso di crescita complessivo dell’e-commerce (più 44% rispetto al 2005). Il 55% degli ordini, cioè oltre 8,5 milioni di acquisti, viaggia già online. Un incremento decisamente significativo rispetto ai 5,3 milioni dello scorso anno. Sostanzialmente i portali vendono biglietti per il trasporto aereo e ferroviario, prenotazioni alberghiere e viaggi . Questi ultimi sono ancora il fanalino di coda, vuoi perché più costosi e perché più complessi, e anche quest’anno cresceranno solo del 16%, quindi il loro peso all’interno del comparto complessivo del turismo online dovrebbe ridursi ancora dal 13% all’11%. L’ingresso nel settore dei tour operator tradizionali, accanto alle Dot Com che attualmente dominano il mercato, potrebbe portare a un’espansione decisamente maggiore . I prodotti più venduti via internet rimangono di gran lunga i biglietti, soprattutto aerei ma anche dei treni . Da questo punto di vista è da sottolineare la crescita del 70% di Trenitalia che ha ampliato il servizio di biglietti elettronici ticketless, ma naturalmente sono le numerose compagnie aeree sia low cost, sia tradizionali a dominare il mercato. Soprattutto queste ultime hanno investito molto sul canale online che consente di abbassare i costi di emissione del biglietto fino all’80%. La crescita per il 2006 dovrebbe essere del 40%, portando il fatturato del comparto a un valore superiore al miliardo di euro, pari a circa il 60% dell’intero mercato del turismo online. I siti di intermediazione, come Expedia o eDreams, giocano un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo della vendita di biglietti confermando l’importanza per il potenziale cliente di poter comparare i prezzi. Le vere protagoniste del 2006 però sono le prenotazioni alberghiere, con un incremento rispetto al 2005 del 70% e un peso sul totale del settore che dovrebbe raggiungere il 30%. Alla guida del comparto Venere.com seguita da Expedia, ma anche alcuni tour operator tradizionali, come Boscolo Tour con il portale Travelante, stanno entrando nel business. I modelli commerciali sembrano essere essenzialmente tre: di pura intermediazione come nel caso di Venere.com che lascia all’albergo la gestione dei prezzi; il modello ?merchant? di Expedia che applica un mark up al prezzo stabilito dagli hotel; uno più tradizionale come quello di Octopus Travel che acquisisce molte prenotazioni in anticipo a prezzi vantaggiosi per rivenderli ai clienti attraverso i loro canali. Le prenotazioni alberghiere consentono margini decisamente più elevati rispetto ai biglietti, c’è quindi un’attenzione molto forte da parte degli operatori, anche se la percentuale di alberghi prenotabili via web rimane ancora bassa rispetto agli altri paesi occidentali. I limiti allo sviluppo sembrano essere essenzialmente di natura tecnologica: non esiste ancora uno standard nel software di interfaccia tra hotel e portali. Da questo punto di vista per le società it esistono buone prospettive di business, visto che gli operatori turistici stanno investendo molto in tecnologia per offrire agli hotel le condizioni ideali per affacciarsi in rete.

Autore: ITespresso
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