L’interporto logistico della Carinzia strizza l’occhio a Trieste guardando la Cina

Autorità e normativeGovernance

L’interporto della Carinzia strizza l’occhio al porto di Trieste per agevolare il business sia alle aziende italiane sia per raggiungere la Cina dal punto di vista delle forniture alimentari

Da un lato i rapporti tesi tra Cina e Stati Uniti, con la ciliegina sulla torta Huawei che sta portando non pochi grattacapi nel panorama internazionale; dalle nostra parti, in particolare a Trieste, con la sua collocazione geografica strategica ai confini con la Slovenia, quindi l’est Europa, e l’Austria, al centro dell’Europa Occidentale,  porta a fare un ragionamento economico-commerciale. In particolare con la Carinzia, la regione più a sud dell’Austria che confina direttamente con l’Italia, e sulle opportunità di espansione commerciale che ci possano essere da e con la Cina.

Si è tenuto qualche giorno fa un evento organizzato da Advantage Austria, Logistik Center e Kpmg proprio per fare il punto sugli sviluppi di questo rapporto e, soprattutto, definire un transito più appetibile lungo la via della seta e lo sbarco, soprattutto di generi alimentari, in terra cinese.
Prima di tutto i rapporti commerciali tra Italia e Austria, dove i numeri danno gli scambi in aumento con l’Austria. “L’Italia è il secondo partner commerciale austriaco superando i 25 miliardi di euro con una crescita del 7 e dell’8% dell’export”, spiega Gudrun Hager, console commerciale d’Austria a Milano.Nel 2018 l’Italia ha investito più di 10 miliardi di euro in Austria e, nonostante la congiuntura economica, siamo fiduciosi sulla crescita e lo sviluppo. Il progetto logistic center Austria porterà a un rafforzamento di un approccio commerciale e aiuterà anche il bilancio delle aziende italiane che vogliano espandersi sia in Austria sia a livello internazionale”.

Il tavolo dei relatori

Ed è Natascha Zmerzlikar, foreign direct investment advisor & EU Projects, LCA – Logistics Center South Austria, Interporto Furnitz Villach, a sottolineare l’importanza di questo interporto per entrambi i paesi e per il collegamento con la Cina. “Unico interporto della Carinzia a 4 ore e mezza di auto da Milano: cosa fa? Si tratta di un progetto con il porto di Trieste che coinvolge anche 500 mila abitanti in Carinzia, ma parliamo di Austria che è al centro, geograficamente, dell’Europa. La Carinzia è piccola ma ha un alto potere d’acquisto. Tra i paesi con cui la Carinzia ha una partnership con Germania, l’Italia, la Malesia, la Svizzera e la Cina e, attraverso l’Italia, si sta ampliando l’accordo con la Cina, stando attenti a collaborare in modo da non imboccare una strada a senso unico. Aiutiamo le imprese ad accelerare sui progetti, il sistema fiscale austriaco ha avuto una riforma interessante, tanto che si sta pensando, nel giro di tre anni di abbassare l’Ires dal 25 al 22%. Non abbiamo sofferto la crisi mondiale del 2008 – sottolinea – grazie all’alto potere di acquisto e a un sistema legale funzionante. Inoltre – continua Zmerzlikar – abbiamo tempi brevi per i permessi, concessioni edilizie entro un mese…”.

Interporto
L’interporto della Carinzia è ampio circa 160 ettari nel quale è presente un grande terminal provvisto di gru e con il più grande scalo ferroviario. “Nell’interporto è prevista una logistica internazionale, aziende che offrono i servizi per i paesi che vi si appoggiano e terreni per chi volesse investire con una propria sede. Il focus – spiega Zmerzlikar – è raggruppare le aziende del settore alimentare di ogni genere creando un centro laboratorio, un centro di certificazione, per esempio per la Cina, un centro di formazione. Questo progetto – spiega – nasce dopo anni di rapporti con importatori cinesi che hanno sostenuto la necessità di approvvigionare il loro paese con prodotti alimentari europei. Inoltre, non vi è da trascurare il fatto che il popolo cinese è alto spendente: si pensi che i cinesi sono disposti a pagare 35 euro al litro l’acqua dell’Alpe Adria!”.

Da un lato la forte domanda di cibo e acqua, dall’altro la necessità di effettuare sempre di più un business con il paese del Sol Levante alto-spendente, tuttavia l’Italia deve fare i conti con poche aziende medio grandi che hanno potere di vendita e d’affari con la Cina. Ecco perchè dunque questo consorzio con l’Austria. “L’Interporto collabora con il porto di Trieste per installare il primo corridoio doganale tra Italia e Austria che sarà pronto tra settembre/ottobre 2019”, conclude Zmerzlikar.

Read also :
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore